Manunzio


L'immagine di Stampa & Regime rimpallata uguale su tutti canali è la stessa: ieri Signal a stampa (propaganda) ed oggi e ce lo dice in bella mostra quella “croce” dell'Esercito Tedesco che simboleggia i Quattro Evangelisti e molto altro ancora. E qual'è l'oggi dall'ieri? Nessuna, i carri di sfondo sono quei Leopard che mai morto Terzo Reich invierà ai sodali nazisti ucraini, alla Banderas e non solo, immagini dei carri in modo visone AD 2023; il carro del riquadro in basso pari Panzer ma dell'assalto Nazifascista, Barbarossa in codice, alla Russia nel millenovecentoquarantuno. Ieri ed oggi pari sono secondo i Babilonesi del “debito”; solo che Babele/Torre cadde perché le “lingue” si confusero: e non impossibile una seconda volta pur se già travestita dal Covid-19 e crack finanziario pilotato via Davos Boy


Occidente, Uber Alles!



Passato sotto-silenzio, embargo di Stampa & Regime e cammellate truppe catodiche (che già si spellano mani per lo Zelensky mort' e bbuon' via San Remo canterino) ieri due gennaio millenovecentoqauaratatrè dalla battaglia di Stalingrado, allorché i Russi, si tenga a mente ché tutto si può falsificare non l'infalsificabile realtà storica (!) scatenarono il parapiglia: al mio segnale scatenate l'Inferno, di Gladiatore memoria, no?
Stalingrado la controffensiva russa sino al cuore di Berlino; nel Dicembre-Gennaio 42 sul Don dove c'era l'ARMIR (Armata Italia in Russia con duecentomila effettivi, artiglieria, “carri” si fa per dire o meglio noti come “scatole di sardine” e Julia-Tridentina Divisioni di Alpini) che aveva “sostituito” il precedente e pur malmesso CSIR (Corpo Spedizione Italiano in Russia) di poche miglia di uomini, e che solo a Nikolayevca riuscì a romper la sacca, l'accerchiamento russo.
Armir, truppe Rumene, finanche Spagnoli (poche migliaia di camerati “regalo” di Franco all'Asse) e quant'altro parte del Gruppo di Armate che furono, poi, investite sull'area del Don, dalla controffensiva russa, in codice Operazione Saturno, Urano: epilogo più drammatica dell'Anabasi di Senofonte, ecatombe e fine del sogno Adolfo-Benito: sì, noi italo-tedeschi mentre sul fronte del Pacifico l'America pensò a sistemare il Giappone, terza gamba dell'Asse. America mai condannata, tuttavia, per crimini di guerra: Hiroshima-Nagasachi docet, via Fermi (altro italiano in guerra travestito da scienziato nucleare diversamente dal Majorana pari Via Panisperna) e altri a Los Almos Nuovo Messico.
E se non era per i Russi, altro che D-Day. Gli arrivano i “nostri” (chi?) che sbarcano, anche, in Sicilia senza colpo ferire a seguito di accordo USA Navy Lucky Luciano della Mafia Italo-americana: storia non chiacchiere non più insabbiale.
Storie di guerra che si è ascoltato bambino nelle sere d'inverno al fuoco del camino, a latere cucina economica, dell'Albergo Regina d'Italia, dove siamo nati; quando i grandi/adulti sopravvissuti raccontavano, si poteva ascoltare il solo battito del cuore dei presenti mentre fuori, a volte il caso, infuriava la bufera di neve: certo non era la steppa ma l' “effetto” statene certi identico. E così lo ricordiamo ancora oggi alla faccia del “cancel culture”. E se i Russi sono arrivati fino a Berlino, sai quanto ci vuole fino a Kiev l'avamposto del putrescente Occidente giudaico-cristiano-greco-romano. Amen


Ps. Ci sono certuni ebrei niente a che spartire con il popolo d'Israele, sionisti l'etimo esatto, cultori del “Muore sansone con tutti i Filistei” dello scatenare il First strike nucleare. Sì, contro il “bendiddio” inimmaginabile nucleare russo! Brace atomica per tutti? Molto vicini alle famose lancette della “mezzanotte” dell'Umanità. Anche se in passato...certi carri celeste!

Pss. Al reparto di foto-riproduzione dell'Esercito Italiano c/o Quartier Generale in Napoli, si riproducevano (per poi essere distrutti, causa spazio, gli originali!)i fascicoli di ogni milite; spesso si interrompeva il flusso per leggere le lettere dal Fronte russo, e allora calava un silenzio difficile a dirsi, ognuno guardava l'altro, eravamo una decina fra militi sottufficiali e Maresciallo responsabile, come a dire:”Possibile”?


Lo sfondo di questa fotografia, dice la didascalia, è una diapositiva a colori 35 mm (full frame digitale) proiettata su uno schermo di acetato opaco con un proiettore da 500 watt. Sono state fatte due lunghe esposizioni: una per il soggetto senza sfondo, l'altra per lo sfondo proiettato, senza alcuna illuminazione del soggetto (coperto di panno nero ndr). Per eliminare i punti di luce al centro dello schermo, a metà esposizione dello sfondo il fotografo ha usato come schermo una spatola nera di cinque centimetri. L'immagine è parte di una brochure stampata da Kodak negli Anni Sessanta e sino ai primi dei Settanta


Ante Photoshop natu est

Proprio così. Infatti non è che il Mondo (quale?) appena schiocchi le labbra manco, alé si materializza. Per carità! Esula il presente, se è la “mente” (di chi?) a creare la cosiddetta realtà più o meno aumentata. Sabbie mobili e si farebbe un regalo ai Davos boy e suo gran
venerabile, o più che altro panzone flaccido ed accidioso Klaus Schwab $ Corporation più che Company.
Dunque, va. Per fare foto ambientate, metti qualcosa d'esotico mare, spiagge, ma fatto in casa/studio era d'uso telo particolare traslucido, e retrostante diaproiettore: davanti il set per l'abbisogna. Sì, vero un po' primitivo, parliamo di tanti anni fa, per fare fotografie “ambientate” poi. E poi venne in soccorso il fronti-frontigrafo, non più da dietro ma davanti, libidine ironia a parte. In pratica il proiettore alle spalle del fotografo, mettiamola così. Eccone un'altra.
E' vero altresì che certe campagne a stampa largheggiavano (c'era spesso tomesani, quello di Tau Visual, che ne scriveva per Progresso Fotografico anni Settanta) senza ricorrere a Cinecittà ma ci siamo intesi. Allora si costruiva ex novo proprio ma proprio tutto il set in studio senza ricorso a “davanti & pure dietro”. Altri tempi altri costi e senza ancora all'orizzonte la “realtà” aumentata” e quel popò, stamani siamo di filotto..manco i Photoshop o Gimp e chi più ne ha ne metta, scontorno compreso in digitale, quello analogico era a Milano d'agenzie specializzate in questo, e reprodia troppo lungo a narrarsi. Sino a quando l'Ikea ex novo in grafica 3D, da leccarsi il...portafoglio. Si capisce


Ps. Si è provato a consultare polverose enciclopedie fotografiche e il "manuale del fotografo" d'antan, niente da fare. Vero che in quest'ultimo c'è schema, fotografia e quant'altro, ma manca la dizione di fronte-fontigrafo e non è che l'inglese "front projection unit" aiuti poi molto, confondendosi con quei artifizi usati agli albori cinematografici, o l'home theater domestico. E Manunzio qui si ferma, segnalandovi, comunque, questo link







Immagini da (altro) mondo
Se ne sono lette di tutti i colori circa “Pizza Collection” nome in codice, pare usato per adescamento e smercio di corpi di bambini/adolescenti ambo sessi. Adernocromo a parte, o l'elisir di lunga vita che alcuni vogliono estratto dal sangue dei richiamati, torturati ed uccisi e, secondo certuni, ridotti a brandelli i corpi dati in pasto a fiere più o meno addomesticate. Fantasie? Tutt'altro dovuto ad un vivere (?!) quotidiano in cui, stabilite le eccezioni, il resto è norma (?!) o argent de poche, alla lettera: così è.
E in tutto questo adescamento, volete voi non ci sia zampino di Hollywood party? Proprio così, e chi non ricorda i frames subliminali, a dirne una fra milioni di casi, nientemeno che di Walt Disney?
Ma qui in caso di specie un accaduto recentissimo nient'affatto scontato di tali “signuri”: maschi e donne pari sono. Certo ognuno dirà la sua, ma nessuna mamma o chi per lei si sogna di mettere il proprio figlio/a in una scatoletta passata per mastello/tinozza. Caduto ogni freno per questi adoratori di Zolfo tutto è lecito: così è, se vi pare. Si capisce!

Link pagina, copia ed incolla

Jamie Lee Curtis Sparks Uproar Over Framed Photo of Naked Child in Box
https://petapixel.com/2023/01/19/jamie-lee-curtis-sparks-uproar-over-framed-photo-of-naked-child-in-box/



Ps1 Rientra a ben titolo il sin troppo eclatante "caso" secondogenito Andrea della fu Regina Elisabetta, cui fratello King Carlo III ha privato di ogni guarentigia regale

Ps2 L'immagine, sistemata su parete del caso in specie, tutt'altro che passata inosservata, sottostante ha due “candelabri” in forma di abat-jour a conferma della “lapide” cui è inscritta la vittima sacrificale per il diuturno omicidio rituale: vedasi vita ed opere criminologo Bruno che collegò, a dirne una, i casi del Mostro di Firenze a Esoterismo

Copia ed incolla
https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/11/07/re-carlo-iii-fa-piangere-il-fratello-andrea-e-lo-licenzia-basta-e-finita/6864759/





AI AI AI


Quando, subito prima di Natale, ho pubblicato su Facebook una rara foto di Nancy Cunard scattata da Andy Warhol nel 1985, c’è stato qualche like, alcuni commenti, ma nessuno ha messo in dubbio che la foto fosse autentica. Dopotutto, si stima che – tra i primi anni 70 e la sua morte – Andy Warhol abbia scattato oltre 130.000 istantanee in bianco e nero e circa 20.000 polaroid. Una immagine mai vista prima non sarebbe così strana...
..solo di sera, ho svelato che quelle immagini erano così rare e non le aveva mai viste nessuno perché… erano state create il giorno prima dall’intelligenza artificiale istruita da me. Proprio così, Nancy Cunard (che, per inciso, ha lasciato questo mondo nel 1965 e non avrebbe potuto essere fotografata né nel 1985, né nel 2019) è invece stata fotografata da Man Ray nel 192...

Link alla pagina di fotografia.it “Intelligenza Artificiale e fotografia #1: un po’ di chiarezza”: copia ed incolla, ché non si assume responsabilità se nell'immediato è stato rimosso e/o cancellato




Cupio dissolvi

"Un autoannientamento esteso all’intera condizione dell’uomo d’Occidente: senza contenuto in quanto, diventato liquido, (la fortunata intuizione di Bauman) ha perso la capacità di restare autonomo, solido, dotato di identità. La natura dei liquidi è di evaporare se non vengono chiusi in un contenitore, del quale assumono provvisoriamente la forma. La cultura dominante d’occidente dapprima ha reso liquidi i suoi figli, quindi la Pandora postmoderna ha aperto il vaso. Il liquido si è sparso: una parte, sottoposta al calore, è evaporata più in fretta o è passata allo stato gassoso. Fedele all’inversione contemporanea e al rifiuto della natura, l’uomo-gas svapora verso il basso senza accorgersi della decadenza, proclamata progresso, liberazione, risveglio (woke)...."

Paisà copia ed incolla il link, che non improbabile sia stato eliminato o in via di: uomo avvisato!

https://www.ereticamente.net/2023/01/luomo-senza-contenuto-roberto-pecchioli.html



Tale & Quale



Vabbene stavo vagabondando (senza fissa dimora, ecco) sulla Rete delle mirabilia, poi certo il “caso” fa si che mi imbatta in Eugene Smith, un Grande della fotografia. E la sua camera, una Olympus Pen F ante litteram, analogica a pellicola e pure mezzo formato, che un arcano aveva messo in mano pure a me sul finire Anni Sessanta trascorso secolo, detto “breve”: mah!.
Il fatto è che la Pen era una settantadue pose su rullino da trentasei: miraculo (scritto così per chi intende)? No la mascherina interna per metà in verticale il 24x36 o formato Laica, ancora, in codice 135. Sembrava un giocattolo, eppure, la Pen era capostipite di un intero corredo fotografico e con tanto di ottiche e accessori da non dirsi. Ottiche mitiche: Zuiko le stesse, che “caso” stanno su la personale Pen F digitale: corsi e ricorsi storici? Quien sabe.
E dal “mezzo formato” sviluppata in Dektol Kodak di vasche verticali (lunghi e parallelepipedi, no tank tipo Paterson) da 35 litri, usati in tutti Lab bianconero dell'italico stivale, prestando attenzione alle già ridotte dimensioni si ricava un buon dicottoperventiquattro o un decente ventiquattrotrenta: primo su Ilfobrom Ilford mentre il secondo su foglio Vega della Ferrania.
di più non si poteva a meno di fare gli “artisti” grana (granuli d'argento stesi su materiale safety film, pellicola) come patate. Ma un'altra cosa è, diciamo, inquietante, l'immagine di Deep/Smith sembra lo specchio di Manunzio: basco (sessantottino e non celerino!) occhiali vintage e barba brizzolata: mah!

Minamata e la storia di Tomoko




Fuori ordinario...

...e vorrei vedé se Manunzio, eh. Non è questione di bastian contrario sine die, ci mancherebbe. E solo che “sono” fotografo sin dai banchi di scuola delle Elementari: gli ultimi fogli dei quaderni era il rifugio per disegnare set cinematografici, oppure sul bordo, pagina dopo pagina disegnare immancabili tuffatori, poi svolti velocemente fra pollice ed indice dava l'impressione del movimento. E, quindi, capirete il non allineato Manunzio, che viene da molto lontano, se vi pare.
Ora che dagli Anni Sessanta siamo ai Settanta ma di età, giorno più giorno meno via, la cosa di mettere in movimento oggetti “statici” non è mai passata.
Si, la malia ipnotica dell'immagine fissa eppure in movimento (niente ossimoro, please) si è rafforzata grazie anche a quelle sere estive di fine Anni Ottanta su la riviera del Conero/Ancona, allorché in piazza di sera (buio, caverna, Platone, ombre dette cinesi, onde Alfa...) la batteria di Kodak Carousel faceva sfrecciare, con tanto di musica a complemento, le immagini diurne scattate da noialtri e Prof; avevo G. Berengo Gardin, senza aggiungere altro. 
Proiettori che animavano, alla lettera, le slide prodotte durante le ore diurne dei vari Workshop. Cose fenomenali, immaginatevi adesso con il “digitale terrestre” cos'è possibile e niente NLE, o montaggio detto non lineare.
E qui gli strumenti per fare codeste cose si restringono al numero d'una mano. Infatti scartati, e non che sia possibile ci mancherebbe, i FinalCut-Premiere-DaVinci e tutta la schiera di sofficiume Open Source, mettiamola così, come ben ”perforante” ShotCut, ebbene una sola mano basta e avanza. E con ordine, esclusi i teutonici Wings Platinum (mi pare sia il solo soft a girare unicamente su Windows) e m. object approdato, però, da poco anche su Mac (nazionalizzato e non solo da Andreella Foto) rimane cosa? Beh programmi estremamente user friendly del tipo, una volta ProShow fallita House ma che era per solo Windows, e poi il ventennale AV PTE giunto alla undicesima release, or ora.
AV PTE V. 11 in versione Pro, soft che per i “montatori” fa rabbrividì. Sia come sia: cosa non può fare sto programma? Tutto e costruito artigianalmente senza fronzoli da Circo: di nuovo non è un NLE, ma basta e avanza per mettere in movimento immagini “fisse” cui malia non ha paragoni cinematografici, pur usandone il linguaggio simile e preparazione.
Insomma la facilità di fare e disfare uno “slideshow” o court-métrage c'est plus chic, e niente a che fare con PPoint e/o Keynote. Tant'è che solo alla fine, il PTE AV al contrario degli NLE soft potete scegliete come “esportarlo”: sempre più via Rete e quindi universale MP4 e pure 4K , mentre per i pochi puristi l'impareggiabile Exe(cutable) da leccarsi i baffi. No, eh? Tra musica detta ordinaria e Jazz: vabbene così il paragone?
E ancora, prima di lanciare “accatatevil” di Loren memoria, circa un prosciutto, qui niente di ciò e su gli occhi (!) ma un vero must per chi è fotografo. Essere e non avere: Erich Fromm ca l'avit' accattà, from French acheter per anglofili subalterni e a novanta gradi à la page, to buy. Compà mett' man' a tela, della tasca e compra. Oh dovessi impallidire se alzato il culo dalla sedia poi cataper' cataper', step by step, a calcar pedibus infili la libreria che più ti aggrada? PTE invece lo scarichi se ti piace poi l'accatt'...


Ps1 I menzionati teutonici soft hanno, a modesto pare, ancora impianti diciamo “ideologico” delle proiezioni analogiche, e non meno che certe arzigogolature procedurali come se, sic et simpliciter, dal piano “fisico” siano trasmigrate al digitale, che è tutt'altra cosa

Ps.2 La Wnsoft House produttrice di AV PTE non mi paga affatto per la marchette, ma come tutti gli utenti registrati e da tempo applica un discreto sconto su, nel caso in specie, la nuova Release

Ps3 C'è un tale a nome Bachham che via Youtube spiega per filo e per segno ogni piega di Av Pte. Al solito, compà copia ed incolla, ché non si assume responsabilità circa soppressione o cambio di link
https://www.youtube-nocookie.com/embed/lY1erzx_jeo



Ieir oggi e...domani non v'è certezza


I borghesi son tutti dei porci. Più sono grassi più sono lerci. Più son lerci e più c'hanno i milioni. I borghesi son tutti c...


Compà clicca su l'immagine e se non han spostato il link ti puoi deliziare con Gaber, come ieri cinquant'anni fa


Ps. Quello che vedrai, paisà, è la piece teatrale ma del 1991 e che noi abbiamo visto a queste latitudini: libidine!


Click on
Pre-roll

Tecnica usata su sitemi video a nastro per “indietreggiare” d'alcuni secondi lo stesso e dar modo alla meccanica (dei registratori analogici) di trovarsi al punto giusto per il “taglio” immagine, sovrapposizione di montaggio etc. Oggi fa ride ché basta posizionare la “testina” virtuale dei tanti video editing e il resto è mancia...lo usavamo un tempo, il modo di dire.
Insomma una analogia, va, mettiamola così. Sicché l'odierno è il secondo pre-roll, ecco, che più si avvicina alla fase, diciamo pure questa, adulta: ma de che? Del Kalendario di Manunzio: ahh Manunzio è come no...e sua inventiva d'altri tempi.
Paisà se non vuoi sentire e/o vedere basta che zompi su un'altra pagina...
Dunque, Kalendario con la k che quest'anno vede O cafè protagonista, meglio pretesto per richiamare a mente la “banale tazzina” quotidiana che così non è (al netto di Clooney che incista capsula di plastica (!) dentro una botola di caldo infernale e ricavarne, pensa te, qualcosa che somiglia da lontano a caffè: time is money. Meglio allora un'altra caffettiera alla Brand Pitt dove i chicchi veri e reali...) ristretto, lungo, addolcito con crema...e chi più ne ha ne metta rappresenta, sissignore, l'anima di un Popolo, ben altro Pizza Spaghetti & Mantolino: va a fa capì a sta 'ggente stranier' ca ce vole a lletter' D. Tiemp' pers' e non p' na tazzulell' e cafè...Italian Mitology, paisà!

Kalendar 2023
Color CMYK VS RGB


Ps. La stampa del Kalendario è stata eseguita da tipografia online su Indigo, e per chi conosce cosa HP riesce a cavar fuori dal “offset digitale” poche chiacchiere, come pure per le sue “domestiche” stampanti Photo, su cui iniziamo dieci anni fa. Stampa e dell'Almanacco la negazione di tutte le cose “imparate” per portare i file su carta: allora CMYK, no? None. Tiff, eh? Ahh: None! Allora? La tipografia ha chiesto banale JEPG (?!). Sì, ma vedo che torcete la bocca: ebbene la “realtà aumentata” tot a kilo per idioti e dei monitor non consente, purtroppo, per l'inventori della mirabilia richiamata, né visone reale né palpeggio che è un piacere. Vabbè “palpeggio” tattile, pollice ed indice: che avete capito! Sia come sia la banale “realtà” fattuale si è pappata ogni “teoria” alquanto sulfurea, e ci si ferma qui




Prann' pronn'

Libro di fotografia del Maestro Giuseppe Leone, siculo. Pausa pranzo il titolo e quel prann' pronn' che in 'taliano volgiamo “è pronto a tavola” quasi onomatopea presa dalle pagine interne. Carino.
Sia come sia il titolo per l'appunto “Pausa pranzo” avvertendo, tuttavia, il fatto che lo stampato in tricromia bianconero très chic, chissà mai perché, e quelli fotografici poi, deve convincere con la "stazza" secondo Vangelo d'alcuni. Abbaglio e dei soliti scritturali soprattutto delle loro logorroiche squinternate noiosissime panzane a prefazio, che portano via spazio e fogli macchina e che noi leggiamo controvoglia, solo dopo aver gustato, ecco, le immagini del Maestro. Immagini che somiglia a sinfonia e di quelle magistrali: solenni eppure non cupe, tutt'altro. Lievi immagini en plein air iniziano così di vita dai “campi”. Fotogrammi che sì vissuto pur a diversa latitudine geografica ma non dell'anima. Solenni bianconero a piacere per gli occhi. Ma, volete voi? Gli scritturali del libro che tengono sotto schiaffo il Maestro poco campo lasciano a questi: lacerti da decifrare il perché. Mi spiego e se qualcuno legge le strampalate cose di Manunzio capisce: ossia? Oltre la dedica di viva mano del Maestro Leone seppure dittata fra Scilla & Cariddi, o l'incedere dell'età, far parlare ad libitum, di “tecnica” il Maestro per raccontare il prima durante e dopo scatto con sue Leica, fotocamera elettiva almeno così visto in giro e fra mani per Web. E perché poi? Oh gente qui parliamo di fotografia, no? Ebbene la “signora” quasi bi-centenaria basa lo Statuto primario su luce-emulsione-ottiche, e certo poi anche l'antro alchemico della camera oscura, che restituisce anima e corpo ai fantasmi latente e venire al Luce/Mondo.
Eppure dice un Yankee naturalizzato a nome Ernst Haas: “L'angolo visuale dell'apparecchio (fotografico ndr per i cretini a telecomando) è la disciplina del fotografo...(omissis) Esistono tuttavia un mondo letterario di pensare e vedere e per secoli il letterario (come gli scritturarli di Pausa pranzo, anch'essi ndr) fa aggio sul visivo. E oggi i nostri occhi sono costretti a vedere in termini letterali. Mi auguro che, per quanto possibile le immagini possano farlo con il loro Linguaggio." Ernst Haas prefazio in America. Ipse dixit.
Torniamo al libro, va che è meglio e ri-colleghiamo il tutto alle immagini del Maestro Leone. S'è detto fotogrammi come epica sinfonia. E non ci pare, anzi, d'una perduta Arcadia le inquadrate del Maestro e men che mai un subordine alla De Martino-Franco Pinna d'antan. A noi poco importa di antropodeché, sono belle immagini e ripeto: come sinfonia cui stecca e malissimo quando l'occhio del Nostro inquadra i Prann' pronn' o gli “intellettuali” come c...avoli a merenda con chi la schiena se la rompe da “manovale” in vita dai “campi” sebbene oggi più di ieri sempre più colured. Sì, i barcaroli che Mafia & Stato accolgono a Lampedusa: sic!
E fra i “notabili” inquadrati il furbo di tre cotte (nella nostra libreria giacciono suoi libri) Don Leonardo Sciascia si troppo in “amorosi sensi” con Cia & Mossad militando non a caso da radical-chic fra le file dei pannelliani parlamentari che aveva tra le sue fila (stavamo per scrivere come il frutto, ecco, femminile che pure succoso si “apre accogliente” al pattizio argent de poche) anche la pornostar Cicciolina per energizzare i “membri” del Parlamento d'antan! E ci si ferma qui ché degli altri “sinistri” globalisti Ur Lodges covidiosi e malthusiani da impallidire il dottor. Mengele Konzentrationslager Auschwitz e dintorni, ci frega poco anche si chiamasse Dacia Maraini etera di Pincherle/Moravia. Punto.
Libro da tenere in libreria "Pausa pranzo" foss'anche solo a Memento Mori. Mori? Eh altro che calambour in salsa arabo-latino. E accatatevill'...ambressa ambressa ca vene Natal' ed è 'na bella cosa: jamm'!

PS. Oh voi che avete l'intelletti sani...prestate occhio, cosa sennò, all'immagine del post: vedete il montaggio? A sinistra l'impaginato di copertina degli scritturali & co, a destra viceversa (con licenza alle donne-danno-dannazione, insomma libera battitrice seriale Dea Madre corrente da schermi cellulari e compagnia cantando) ciò che che si deve ai fotografi Leone compreso ça va sans dire...e mo' non tiene ragione Manunzio e ancor prima il richiamato (alle armi di 'sti tempi, lato traslato e fate come ve pare) Ernst Haas? Ahh Bedda Matri...Maria
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