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Occhio come mestiere


Problema Reazione Soluzione. Tria sunt perfectione, no? Mah specie se la cosa è fuori dell’ordinario: vero grembiulini bianchi però macchiato di Adrenocromo sangue di innocenti?
Mai dimenticare le cose per il vero nome. E il Mondo è un’apparenza non lo dice Manunzio, come se fosse l’ultimo arrivato, no è Platone e sua Caverna: più chiaro di così, si muore. Infatti la strage degli Innocenti per l’Elisir, dicono, di lunga vita prima del bagno infernale in Saecula saeculorum, amen.
Il cartello in cover, l’affiche, il poster sta(va) sotto la finestra del cortile Manunzio e mica solo quella di Hitchcock; di quando chi scrive teneva a capa fresca (senza pensieri, va) con la fidatissima W z 5060 di Olympus a porta di mano (motivo come altro per uscire a fare quattro passi con la scusa di fotografare, ma pure viceversa ci sta). Senza problemi di sensore piccolo (vabbene ma fa danni, ecco, come un coso grosso senza scomodare certi hard core mio, eh). Una Point & Shoot del caso: che vuoi di più? Miracoli, sì, e pure in formato 70 x 100 cm da non credere, mira + culo della matematica e finiamo qua.
Lo scatto è parte dello sterminato archivio, sempre Manunzio, che a distanza di anni si mostra in tutta la sua diciamo utilità: file conservati e catalogati sotto Lightroom vetusta serie (che in ossequio al proverbio fa ancora buon brodo, versione 5). E si qui l’occhio del fotografo ci sta solo in parte, ché la ripresa è solo il primo step. Infatti il secondo il terzo e via enumerando sta in un altro archivio, cartaceo risalente a più di un quindicennio fa: addirittura è venuto alla luce, manco fosse uno scavo, stampe fatte con la Hp Laserjet gloriosa stampante laser dei mitici tempi di Amiga Computer: veniamo da lontano e parimenti lontano andiamo.
Sia come sia dall'archivio vengon fuori stampe A3+ “lith” pellicola (13 x 18) che in camera oscura analogica adattata o preso a prestito dalle arti grafiche faceva la sua. Anzi stampandoci sopra, come normale carta Ilfobrom del caso, venivano (le conserviamo pure queste in archivio) delle diapositive proprio così bianconero da leccarsi baffi e quant’altro!
Stampe, come in cover, in solo nero (il timbro rosso fuoco ci sta per...chi capisce) e bianco della carta va da sé. Un dì erano molto à la page, oggi? Fa ride e certo de gustibus. Oddio certi palati raffinatissimi senza scomodare la buonanima di Falcone...Insomma in un Universo omologato da paura un attimo che serve a piglia fiato, no? No perché qui ricolorano pure Maria Santissima si capisce, purtroppo!






Storie di carta (fotografica)
Certo si fa presto a dire “carta” agli alogenuri d'argento or english silver halide. Carta che subito viene in mente il classico A4 o poco più. Sennonché solo a ricordare Ilford, che all’epoca dei fatti ne aveva di carta in due linee: leggera appunto e cartoncino più consistente Ilfobrome, no niente Galerie. E pure la germanica Agfa aveva di quei fogli, qui in tutto e per tutto il richiamato A4 e superiore pensati, anzitutto, per copie di microfilm d’archivio per studiosi.
Sia come sia qui la “storia” meglio le storie come gocce d’acqua e infine oceani, la scrive il vincitore di turno, e i babbei si accodano supini o a novanta gradi.
Sfoglio metaforicamente in caso di specie il “nemico” sebbene stesso condominio a nome Vecchio Continente, russo tanto ma tanto cattivo e ferocissimo che ha, hic et nunc, vinto anche un altra guerra patriottica: prima contro il Piccolo caporale blasé scornato alla Beresina, poi il duo fantastico Adolfo e Benito, scornato a Stalingrad e l’altro sul Don. E allora non si deve dire tant’è che è scomparso da tutta la Stampa & Regime: Ucraina cosa sennò? Scornato Occidente o l’Armada invincibile!
E sempre di guerra qui il caso e dell’Armata Rossa: Berlino...bandiera rossa che trionferà, questa è altra musica Manunzio, sia serio! Reichstag finale dell’Adolfo (che ricostruzioni recenti, soliti revisionisti a pagamento o fatti veri non più rimandabili, vogliono fuggito a bordo d’uno di quei terribili U-Boot per il Sud America, o finanche certe fantasie al Polo Sud, sì, quelle cose dell’Ammiraglio americano Bird: nomen omen e non la finiamo più). Insomma le tessere del puzzle della “storia” le virgolette almeno queste necessarie che si incastrava scolastiche “perfezione” mostra, ora manco un secolo dopo, time is money no, tutta la colla per tenerlo unito al resto del collage, ecco.
Berlino dunque. Fotografie della bandiera rossa sul Reichstag falsa come l’oro di Bologna, usava una volta dire l’odierno fake news. Tutta na montatura di propaganda, sai la novità che destra e nel caso sinistra pari sono! Sennonché si vede chiaro che (cover) la foto il soldato (basso a destra) portare al polso, sinistro e destro due orologi, tipico di ogni guerra di rapina! E non stava bene far vedere al terraqueo che i russi sono “rapinatori” di morti e non già brava gente...




(Copia & Incolla se vi pare)

https://it.rbth.com/storia/83385-perché-la-foto-con-la-bandiera


Non c’era ancora l’AI...

https://www.ilpost.it/2016/05/04/foto-iwo-jima/

https://time.com/5788381/iwo-jima-photo/


Le dieci migliori fotografie della Seconda guerra mondiale di Dmitrij Baltermants e soprattutto l’impossibile “Lutto” che non è una foto bensì una stupenda e stellare “messinscena”

https://it.rbth.com/storia/88356-le-dieci-migliori-fotografie


Ps. Guarda tu certe combinazioni, immagine sovrastante, nelle mani del fotografo russo Evgenij Khaldej, Berlino taroccato, e in altra mano il cartoncino fotografico di Iwo Jiima non da meno: falsi ambedue o dalla serie “arrivano i nostri”. Messinscena per beoti planetari. L'acqua è poca e la "papera" non galleggia più



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