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Acqua calda, sì, ma non troppo

Infatti solo per il primo bagno: ok non si parla di mare e annesso “lavaggio” acquatico. Qui ci si riferisce al trattamento fotografico del 135 (detto formato Leica per ovvi motivi diciamo di copyright) e 120 altresì detto dalla primigenia che l'inventò, ossia Rollei, poi a seguire Hasselblad Zenza Pentacon Mamya solo per citarne al volo.
Materiale analogico da trattarsi nelle mitiche tank Paterson e sue rocchetti impossibili in nylon. E per i fiorellini appena sbucati, quelli che vengono abbindolati dalla giostra per gli acquisti corrente bianconero ché il digitale non tira più, prestate orecchio. Infatti le prime spirali dove avvolgere in completa oscurità (!) le pellicole poi da trattare, erano senza “rampa” di innesco. Poco male per il 135: una tragedia per il 120, da scartocciare al buio e provarci non senza ripetuti astemma (imprecazioni o meglio blasfemia a questo e quel santo non meno che le terga di mamme terrestri e celesti!). Tant'è vero che la Paterson poi venne in soccorso con spirale alettate “giganti” dove far passare alla grande sempre il 135 e senza blasfemia accessoria il formato 120. Altri tempi.
Ora saltato a piè pari il consiglio per gli acquisti (se uno sta da mane a sera a smartphone e detti “social” e a mai visto de visu il Mondo in bianconero, l'unica cosa che capisce è il trandy la corrente moda bianconero by Usa e getta per l'appunto) il processo di sviluppo dell'argenteo rullino 135/120 è una relativa passeggiata: leggasi il Negativo di Ansel Adams o vecchi tromboni alla Feininger “Libro della Fotografia” dove pur ci siamo formati su quando era l'unico modo ante Internet natu, libro in traduzione italiana e che non cambia codifica binaria tipico dei vari OS ma che si può leggere e senza alcuna presa di corrente (!) da qui all'eternità. Potenza della carta stampata!
E dunque trattamento chimico/alchemico che prevede uno sviluppo bagno intermedio di sola acqua, o secondo certuni canoni addizionato con Acido Acetico Glaciale: na puzza indicibile! Infine il fissaggio, che diversamente da altri canoni, non è come per il trattamento carta carta fatto di un pre-fix o chiarificatore, e fissaggio finle: na rottura di...
E invece cosa accade per il revival dei cretini in bianconero che fa tanto moda? Alla vaschetta perfetta di Paterson, cui inserire più spirali/film contemporaneamente, di base due 135 alla volta, han tirato fuori uno scatolotto en plein air. Vabbene ma il costo è di 150 euro, poco più poco meno. E con quella cifra comprate una multi tank Paterson, cilindri in plastica graduata per chimici e...vi divertite anche! Gioco come altro così vi vogliono la giostra degli acquisti.
Ah già sti furbacchioni di “invetor” scoprono l'acqua calda, si, perché una soluzione originaria era la vaschetta Agfa Rodinax Daylight: niente di nuovo sotto il “sole” massonico si capisce!

Man fotografo sin dal 1969


Ps. Libidine voleva all'epoca di trasmissioni via telefax degli avvenimenti di cronaca, già anatra zoppa la fotografia rispetto al tubo catodico, tout court quando i reporter in zone di accadimenti rientrati in albergo, nelle toilette attrezzate per l'abbisogna si apprestavano allo sviluppo del bianconero da teletrasmettere: i più very fine con trasmittenti portatili plugin e presa doppino telefonico mentre il resto della ciurma si recava presso trasmettitori pubblici e/o di sedi distaccate dei giornali per cui lavoravano. E c'erano tecniche, rintracciabile su vecchi numeri di Progresso fotografico e Tutti fotografi così a memoria, con doppia libidine e fiocco per trattamento del rullino 135 già nel suo caricatore (!) in bicchiere (!!). In seguito e con tank ordinaria il prezioso e azzeccatissimo Mono-bagno, vale a dire sviluppo e fissaggio contemporaneamente: terminata l'azione chimica del primo interveniva il secondo. E la Ornano chimica italiana in Milano (dalla stazione centrale si vedeva il cartellone pubblicitario) offriva il suo Monofino ST 47...quarantasette? Ah bella questa, si, perché nella Smorfia è...il Morto che parla!

Pss. Si è detto che il trattamento del bianconero è in tutto e per tutto assimilabile a rito alchemico, da perdersi solo all'inizio per le innumerevoli variabile, Ansel Adams docet, e diluizioni e marche e scuotimenti di tank e l'ibibente finale il bagnetto della pellicola per essiccazione perfetta e senza macchia di calcare: temerario e temibilissimo per il piccolo 135, inutile e fuorviante per il gigante 120 alla Tazio Secchiaroli e dei Paparazzi di tanti estati fa!



Pazziella

Che non è una piccola pazzia. Viene dal verbo napoletano: pazziare, giocare. Ecco e si potrebbe chiudere qui subito, forse. E sì perché se nell’odierno orizzonte, triste solitario e finale, togliete il “gioco” che fine farebbe la giostra degli acquisti? Svanirebbe come rugiada al sole. Non si può, o meglio ma nessun è disposto ad uscire dal proprio nasino, ché costa fatica e posizione su la “piramide” sociale.
E così ci tocca rifare quotidiano bastian contrario, e sai che novità; di chi è andato oltre il velo di Maya, che è parola di qua del mare eppure la trovate pari pari (civiltà) di là l’Atlantico in Centroamerica! Già e come mai? E non di questo ci si occupa ché metteremmo a mal partito Cristobal Colon e suoi frammassoni atlantici.
Risoluzioni e fotografia non vanno di pari passo, a dirla tutta: non è la tecnica (tecnologia robotica?) a fare arte tout court. Oh santi Numi sembra alzarsi ala canea: ma come la fotografia al tempo digitale, erede della meccanica analogica, lo è per “definizione”! Vale a dire dei galleristi (ammanigliati) critici (prezzolati) fotografi colti e folgorati (lampo elettronico?) su la via di Damasco con esse e due stanghette…come un qualsiasi Saulo/Paolo inventore del cristianesimo, ergo, Occidente giudaico-cristiano-greco-romano: niente di nuovo sotto il “sole” per chi intende.
Tecnica che aiuta e vabbene, quanto poi è pura pazziella allora semantica + mente è tutt’altro piano (focale?) ed esula l’umana esperienza ordinaria.
Allora vale quando si ripete a giorni alterni: no, non serve, nient’altro che una digitale casomai “vintage” un po’ come si fa al corrente con la (ri)trovata, stamani ne infiliamo di calembour per palati super fini, pellicola che si innesta su giovani fotografi (pensa te!) che non han nient’altro se non uno smartphone esistenziale: mattina pomeriggio e sera: ventiquattrorepertrecentosessantacinquegiorniannui. Artificiali (malgré leur) e che non han minima idea di ciò che è stato il Mondo detto analogico tout court!

Una foto la si vive poi si fotografa, poi si discute di tecno-arte-valore merce marxista altra faccia della medaglia o del kapitale (so' la stessa cosa poiché mercenari) etc etc etc

Il pixel grande duro e puro

Man fotografo sin dal 1969


Ps. Non toglietemi il digitale, masticato sin dai tempi di Amiga, ché non ho più tempo e pazienza come una volta al chiaro gialloverde della camera oscura alchemica, tanto a rimarcare contraddizioni!

Pss. Attaccato un file in formato 1600 x 1200 di Epson 850 Z nel catalogo Getty Images parte delle “cinquantotto” di Manunzio che c’entra niente con l’arte…mo’ va tu a sapé


more: Getty_IIjpg.jpg (0.69 MB)



Paradigma

Adesso che la “bella stagione” avanza, facendo i debiti scongiuri si sa mai, mare sole ma pure laghi e therme: ahh benedette vacanze per chi se lo può permettere, e noi siamo tra quelli che aspettano da un decennio!
Sia come sia la bella stagione è anche luce più del dovuto. Ora che accade? Da un po’ di tempo in qua vi è il “vintage film” époque a farla da padrona perché, guarda un po’, il digitale di michiapixel non tira più: solo il pixel digitale? Allora la giostra degli acquisti “revival” rifà un salto indietro a ripescare la pellicola analogica che aveva “giustiziato” giorni prima per il digitale più manipolabile da Cia&Mossad Facebook/Analytica…
E vedi, quindi, schiere di ragazzi con dovizia di barba (sembrano talebani che proprio per la barba di Allah si doveva sconfiggere!) intraprendere una serie sterminata di tutorial via Youtube a spiegare questo e quello. E già l’Analogico film è un'altra lingua! E l’inglese fa ride, oltretutto non è questo. E’ a tutti gli effetti un ritorno agli Anni 70 60 50 40…dove tutto, ma proprio tutto era in bianconero. E dite voi con gli smartphone camere digitali e compagnia cantando, ritornare a ragionere prima dello scatto: ma si può? Certo che no, a meno che in qualche Lab Cia&Mossad inventino un “vaccino” dell’oblio presente (!) per un salto nel passato. Barzellette, cazzate. Se tutto, ma proprio tutto passa su gli schermettuzzi di cellulari grandi piccoli e mezzani (medio). Da ridere.
Uno già non sa il proprio nome…ehi Siri come mi chiamo. E questi se no lo sai tu…il buon telefonino morsicato.
Che s’adda fa p’ tené a galla ‘o sistemm’. E accatatvill’ na machina analogica e ce mettit’ arind’ na pelliculella: janc e nire che è chi bell e fa cum’ dicene i ‘merican’ “very fine” o a culur ma, attenziò battagliò è asciut’ pazz’ o padrone, sulamente trentasei scatt’ p’ chill’ ca tenghen’ a Leica e sore vicine. Chillat’ ca’ tenen’ Hassebland’ e cumpariell appress’ ca fa tant’ Prufessur’ e fotografie sul durc’ scatt’: eh all’ananema da M…

How to Get Over Early Hurdles in Film Photography

Manunzio fotografo sin dal 1969




Il sesso degli angeli

Beh certo al corrente di adoratori, e riti di sangue innocente gran parte bambini immolati non prima di stupri inimmaginabili su altari già profanati in chiese sconsacrate[/url], luciferini parlare degli “omologhi” ma buoni angeli è suprema bestemmia: vero Magaldi Venerabile Maestro?
Sia come sia pari disputatio, che tanta parte pigliava in epoche medievali, si è trasferita per compiacere la giostra degli acquisti, manifestazione satanica, e lo spirito laido più che laico del corrente vivere (!?) su pezzetti di silicio. Ma sì i famigerati minchiapixel delle digitali fotografiche. E che altre volte, i soliti giorni dispari, stigmatizziamo, non foss’altro che non c’è più nessun problema “tecnologico” fra una trappolina per topi e le ben più grandi per fotografi very nice à la page. Più che altro, gli attrezzi, per intimorire la committenza!
Fuori un momento. C’era un fotografo ma nome altisonante (Agamennone) che alle nostre latitudini riprendeva i matrimoni con una telemetro. E si dirà: ah very fine. Sta mazza, poiché il nostro non usava la Leicà (alla francese il suo si capisce) bensì banalissime point&shoot ante litteram: Ricoh G 24x36 che pure si è usato ma in altri contesti. E insieme alle Ricoh dei flash altrettanto fuori “ordinanza” Vivitar 285 al posto dei teutonici Metz. Immagini che poi terminavano sui classici, per l’epoca, ventiventicinque e (s)quoiati album dal peso inverosimile. E vedevate voi differenze con i seipersei Rollei e sempre all’epoca rare Hasselblad?
Disputatio, di ritorno, che oltre al tempo perso non va oltre il fatto “meccanico”: mica so’ fessi gli articolisti che tengono famiglia, mutuo, corredi per figlie femmine che di sti tempi meglio specificare per chi intende…consigli per gli acquisti, va. Ecco

Full frame vs altri mondi


Man fotografo sin dal 1969


Ps. Molti video del magistarato Paolo Ferraro che una volta erano liberamente consultabili on line non lo sono più, poiché narrano di cose che ai padri di famiglaia mainstream(ing) non ci pieace far sapere: quieta non movere et mota quietare, no?



A volte ritornano (forse non son mai andati via)

Infatti mai andai via se non per “obsolescenza” programmata: da chi? Camere digitali senza mezze misure e su questo ne scriviamo a giorni dispari di ciò che usiamo quotidianamente in formato “old” 4/3 o meno in forma Camedia della mitica Olympus: come dimenticare la Epson 850 Z? Sì perché qui centra poco e niente il corrente “Heritage” della giostra degli acquisti in forte sofferenza: e accattatevill’, no? Cosa non ha importanza: accata attaca (from french acheter english to buy). Certo quando hai a che fare con “vecchi arnesi” anzitutto devi calarti nel tempo in cui furono fatti, il resto se c’è manico si vede (fotogrammi digitali) vecchio o nuovo che sia! E qui in caso di specie la deliziosa riscoperta, ecco, della prima D1 Nikon all’epoca di “solo” due milioni e rotti di pixel e dodici milioni di vecchie lire per averne una, molto meno con la Eos D 30 di lì a poco del compare Canon cui il dilagare delle trappoline digitali sino all’odierno.
Nel link molto gustoso che si posta il riferimento alla pre-view dopo scatto è fatto sperimentato ugualmente su la E 20 Olympus. Vale a dire un “work in progress” che lentamente e molto, ecco, viene alla luce…but very fine!

Nikon D1
Immagine, scattata con D1, dell’articolo poco sopra



Man fotografo sin dal 1969

Ps. Dice: Manunzio lei non cita come “alternativa” alle digitali tout court il telefonino? Si certo e non è “contraddizione” nel momento in cui si parla di “recupero” più del mezzo fine a se stesso dello spirito, non certo alcolico…






Lucciole per lanterne

Non ci resta che piangere, tra il film Troisi/Benigni e la cruda realtà a salve. Questo perché c’è il cretino di turno (che Iddio lo abbia in gloria eterna, amen) a mettere insieme due cose a paragone, metti del tipo un cinese ed un inglese: ‘mbè? Si intende tranne l’anatomia comune il resto…che non è poca cosa. E fuor di metafora che Analogico e Digitale, o pellicola e silicio. E non potendo dire altro (cinese/inglese) eccoti, rullo di tamburi, che il cretino la mena sul RANGE DINAMICO: mammamia. E che sarà mai, ammuina per perdere tempo? Scusi Cartier Bresson, suvvia cacci fuori il range dinamico. E lei Doisneau che fa s’asconde il range dinamico? Ottuagenario e passa di un Berengo Gardin con la sua Leicà ordunque confessi il range dinamico della sue immagini, casomai di 128.000 Iso con ottica f 0.1 all’Equatore e con sole allo Zenit e fill-in flash (!) come le digitali? Cretino di turno, casomai vai in giro con un visore notturno: sì quelli che già usava la Wermacht nella Seconda Guerra mondiale. Cretino glorificato (il massimo dell’imbecillità) ma fai fotografie? Siii onanista cazzaro a tutto spiano che ti trastulli con giocattoli digitali CaNikon e non sei cazzo di accocchiare (mettere insieme) quattro scatti che vogliano "dire" qualcosa?

Ultimate Film vs Digital Dynamic Range

Man fotografo dal 1969

Ps. Ancor prima del "range dinamico" il boken ossia la sfocatura dello sfondo e sue disputatio teologica! Poi in contemporanea gli obiettivi ultraluminosi usati di giorno (!) lamentando vignettatura (!!) a tutt’apertura (!!!) Ancora i centoventottomila (così pochini?) da usarsi di giorno con sole allo Zenit e lamentare “noise”! E poi il pattern Bayer, poi il full frame poi i dorsi e il "mezzoformato" digitale vedi Fujifilm da farci mutuo ipotecario: e perché no tutto il cucuzzaro? La giostra degli acquisti, che un tempo (Novecento) nel proporre ritrovati della “scienza” contribuiva e non poco alla “Grammatica&Sintassi” della Fotografia, oggi manu militari l’accavallatore di gambe: ossia un pezzo di legno messo sotto gamba, e con pressione verso il basso girando accavalla all’altra di Tognazzi/Vianello memoria!



Nella locandina del Silenzio degli agnelli (The silence of lamb) in italiano traslittera “innocenti” sulla bocca della vittima sacrificale in locandina vi è una una “farfalla” Monarca non a caso.
Se si cerca la voce Ferraro Paolo ex Pm vi porta ad una serie di video, oltre alla sua home page, in cui il magistrato narra di fatti vissuti in prima persona e di una “farfalla” manco a dire Monarca. Infine se alla precedente ricerca digitale Mk Ultra/Monarch le voci vi daranno a schermo “controllo mentale”. Centra tutto questo con la schermata della reclame iPaid Air? E che no! Se poi immaginate, ecco, che la Apple ha come simbolo una mela, appunto, morsicchiata...fine della trasmissione per chi intende che il Numero della Bestia marchiata è 666...mentre scriviamo da tastiera “morsicata”: ah che s'adda fa per i teledipendenti (perniciosa in versione minchiapixellista) ricordando essi (loro?) che: “Nati non foste a viver come bruti ma per seguir virtude e canascenza” e se lo dice il Rosacroce Dante: che dire ancora?

Man fotografo sin dal 1969


iPad Air
Progetto Monarch

Ps. Si diventa consapevoli (del luciferino inganno quotidiano) quando si guarda, proprio con la fotografia che fabbrica la "realtà" per la giostra degli acquisti, da tutt'altra angolazione

Pss. Se lo stesso marchiato Steve Jobs proibiva l'uso "estensivo" della sua diavoleria a nome iPhone (ma pure Android il simpatico robotizzo verde con antenne/corna) ai propri figli e dintorni: qualcuno si domandi il perché tra finzione & realtà e finanche in versione "aumentata"



"Having become reliant on “What You See Is What You Get” live view or EVF shooting, I now found myself struggling with the lack of instant feedback on exposure, white balance, focusing accuracy and overall framing. There were too many unknowns to deal with and I had to rely on two basic yet crucial factors to survive this session – 1) my own experience, skills and instincts as a photographer and 2) faith in the camera..." E noi cosa diciamo un giorno sì e l'altro pure?

Equipment failure in the field: a practical challenge

Man
Fotografo sin dal 1969


Olympus Camedia 5060 Wz (point&shoot come quella usate da Alex Majoli della Magnum Agency) Iso 80 1/30 a f 8.0. Luce naturale di finestra di primo mattino invernale, dura e contrastata al punto giusto, tazzina di caffè non ancora ultimato e il "manico" di Manunzio nel riprendere la scena: scusate se è poco!


Nun ce scassat' 'o cazz'

Interno, sole aspro all’orizzonte che irrompe dalla finestra. Inverno. Domenica: con la tazzina di caffè che vi siete preparati entrate nel soggiorno, e dopo aver dato lo sguardo solito al di là dai vetri poggiate la tazzina di caffè non ancora finito: un attimo. Inquadratura dell’occhio e la mano che afferra la digitale che portate nello zaino. Qualche scatto per “assaporare” per intero la scena. Poi con calma a Pshop Elements non “professionale” ma che esegue magnificamente bene gli stessi comandi della versione “Pro” dei sedicenti professionisti, a salve lavora l’immagine. Come al solito, parentesi, è tutta una questione di pro-forma che fa sì che una foto acquisti, sic et simpliciter, l’aura di “professionale” solo con Adobe XYZ casomai pure cloud! Chiusa parentesi.
In Elements, grazie anche a Tonality per Mac: computer per professionisti e per antonomasia: e mo’ che volemo fa? Plug in che conferisce quella “carica” che si vede ad immagine.
Fine prima parte. Inizio secondo tempo ché l’immagine è stata “premiata” a Web dal taste Yankee in primis, che dimostra oltre ogni ragionevole dubbio a telecomando che la foto è “universale”: se la capiscono gli ameri + cani…
Siché come si fa la conta dei minchiapixel sempre più visti a smartphone per la piu’ bella foto del reame? Quale full frame serve? La mezzo formato è decisamente meglio, e se sì: Fuji Leica Pentax o noblesse oblige Hasselblad naturalmente tetheringata tanto figa su Capture di PhaseOne “professionale”? Quale versione “professionale” di Pshop serve? Quale Raw per falliti che tanto poi ci pensa Pshop e/o Lightroom? E nel caso di questi (la nostra è una tosta e vetusta 5.5) quali sliders sono usati e certificati da influencer a pagamento retrostante? E la luce, e il diaframma, e le fesse (anatomia femminile e qui lo slang certifica un moto di discreta ira) delle vostre mamme, no? Ma nun ce scassate ‘o cazz’…prezzolati d’accatto a libro paga per la giostra degli acquisti!

Man fotografo sin dal 1969

Ps. L’immagine è la prova N di come si può dare scacco matto al “supermarket” planetario del pensiero Unico a nome Getty Images et simila, venditrice nientemeno che di banane/immagini caramellate Yankee style da usare per l’abbisogna anatomica retrostante di creativi del Terraqueo:“Lasciate che i morti seppelliscano i morti” Lc 9, 60

Pss. I "pro" mica vanno su siti di sharing photo, no certo ma usano le loro paginettine su Facebook per verificare quanti "fallowers" seguono: casomai i numeri non son proprio quelli come se ne legge da mane a sera proprio a Web. Niente di nuovo sotto il cielo del "market" e della giostra per gli acquisti. Viceversa chi non ha reticenza alcuna, senza visto di categoria a pagamento, ecco, posta per verificare quanto ampiamente già si conosce, e detto poco sopra; della capacità di universalizzare tanta parte degli scatti su rigorose point&shoot Olympus, come pure su E1 E3 E510...



Homo photographicus (milanensis)

I agree anche o forse in ragione dei capelli bianchi, e di tante battaglie come veterano di camera oscura uso dire, che il titolo o meglio l’età una volta era privilegio, ora da spazzatura tout court, a meno che non riesci nei consumi e non ha importanza alcuna di cosa, basta che “stai” su la giostra degli acquisti viecch’ e ‘bbuon’; o fai il sempiterno viaggetto su a Milano a “comperare” un po’ di “cultura” a buon mercato prezzi modici e dal solito maistream(ing) poi come trofeo impaginato l’appendi al c...orridoio d’ingresso così che gli amici se lo “sentono”. Insomma fesso contento e pure pagante, a voler di sti signuri.

- Now, go to a show by a recent MFA grad or sit across the table from someone showing you their work at a portfolio review and things are very different. For most work there is absolutely no understanding possible without a written or verbal account of what the photographer is up to. I always have the sense that I am joining the telling of a story in the middle, trying to play catchup. Again, for most works, separate the photographs from the words and you have no ability to comprehend what is going on.This isn't always awful, as perhaps it is part of the evolution of the medium into a specialized category that leads to increased specificity and a clearer intent. But, and this is my main point, the photographs often aren't very good. It's as though photography has been sublimated to a necessary part of the total, that the words are the priority and the photographs somehow are ancillary or secondary and therefore not needing much attention. This resides perilously close to using the photographs as illustrations, really another field entirely…
…Of course, much of this is narcissism, self absorption, even making work with blinders
on
…-

A Disturbing Trend

Man fotografo sin dal 1969


E. Smith con al collo la "mezzo" formato Olympus-Pen F, anche se nella sua breve ma intensa vita ha usato altri brand, pare tuttavia che ne privileggiasse, comunque, la manovrabilità della stessa dotata di eccellenti ottiche: ieri come oggi niente di nuovo sotto il sole delle appparenze, ma quando uno sa dove andare poi le immagini prodotte realmente parlano da solo



Batti il ferro quando è caldo

Meno male va che c’è ancora gente a possedere ritegno di sé, la qualcosa di questi tempi è merce rara.
Siché preso a navigare ora questo ora quell’altro mi si para la pagina della Olympus Pen F, mitica macchina che riprende le sembianze dell’altra del ’63 secolo scorso, a pellicola e “mezzo formato” ossia settantadue pose al posto delle canoniche trentasei pose, e che in una recalme d’antan porta il volto di Eugene Smith testimonial d’eccezione (l’abbiamo usata qualche anno dopo e senza sapere ancora di lui e del brand poiché troppo in erba come futuro fotografo). Colpito a web più che altro per il fatto che la fotocamera viene “inquadrata” come opera d’arte nell’immagine: breve e via al sito. E cose lette, poi, e da sottoscrivere non solo e non tanto per la Pen-F che ormai è da un po’ sul market, soprattutto per cose che, personalmente, si scrive un giorno sì e l’altro pure: di come la mazzetta funzioni alla grande ai quattro angoli del terraqueo e tutti tengono famiglia pure a Milano (dove uno si recherebbe in pellegrinaggio culturale a modica cifra) si capisce.

Anzitutto l’estensore del post riconosce che, nel caso della Pen-F, un modus operandi truffaldino: anch’egli come tanti recensori “disinteressati” si è attenuto ad un passaparola “familiare” per poi rimangiarsi (mai troppo tardi) le affrettate (scon)clusioni: meglio tardi che mai ancora una. A sottolineare come la giostra degli acquisti de facto funzioni. Tuttavia poche riga oltre ci sorprende quale alleato anti-minchiapixellisti là dove ricorda l’Era analogica e le fotografie dei Maestri: sentite qua….

- The previous weekend, I had made time to sit down with my collection of photography books. I pored over the classics again, examined the enduring photos from history, and studied my reaction to the images. A surprising number are blurry, grainy, or utterly ignorant of the rule of thirds, yet I wasn’t bothered by those supposed shortcomings. -

Morale se ce ne è una quella del mettere, parlando di macchine fotografiche digitali del caso Pen-F, insieme capre e cavoli e liquame digitale CaNikon: paragoni grotteschi e fuorvianti tra 4/3 in salsa Micro e Aps-A B C… Soprattutto i due ecosistemi fotografici ad “alti” Iso che favorirebbe a salve la banda CaNikon in primis e mezzoformatisti. E uno dice: ma se la Olympus ha “sdoganato” lo shift silicio per parkinsoniano fotografi (!) giungendo all’ultima incarnazione fresca di quest’ultimi giorni, sempre mirroless, con sette stop di (anti)tremolio da spastici addotti, che mazza centra gli “alti” Iso se posso scattare con sensibilità più bassa in formato 4/3? Vedete i buon padri di famiglia? Altrimenti la CaNikon non gli passa la dovuta mazzetta, che non significa affatto che i due brand(y) poi siano ciofeca, tutt’altro. Casomai sono queste due teste di c…amere del pensiero unico, a essersi converti, più ancora del furbo Saulo-Paolo su la Via di Damasco o del salto del cavallo (lato traslato e come vi pare) per i frammassoni che pure ci leggono! No, tutt’altro han capito le premiate ditte che mirroless è bello: meglio tardi che mai e da qui a sputtanare (delegittimare) chi l’ha inventato ne corre, via. Diciamo, al fine, che è una questione “armonica” cari frammassoni che non si capisce a che pro venite a leggere, tanto nei vostri Tribunali la spuntiamo: tra il rapporto 3:2 e il 4:3 suvvia il gioco è scoperto!

Niente di nuovo sotto il sole

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Minchiapixelisti (non se ne può più)

L’assurdo certificato o meglio: glorificato. Il Top dell’imbecillità va da sé. Infatti non c’è più nulla di cosiddetto “razionale” o la filastrocca per bambini adulti deficienti: “Tutto ciò che è reale è razionale, e viceversa Madama la Marchesa”. Tant’è che ancora oggi, e lo scriviamo a giorni dispari, non si sa in maniera certificata univoca eterna ed immutabile, cosa sia il “reale-razionale” a meno di ridurre tutto a besenisse, e manco quello.

Qui tuttavia ci interessa un’altra angolazione “reale-razionale” più da Diary, che si occupa pur sempre di fotografia, anche questo scritto a giorni alterni: vale a dire la disputa teologica ché di questo oramai si tratta, dei pixel per la stampa non offset o Hp Indigo che dir si voglia. Apriti cielo.
E dunque quanti pixel? Uno dice per farne cosa? Oh bella si ribatte quella per la stampa. Vabbene s’è inteso ma dove: indoor o esterno? Galleria very nice o cartellone stradale? Un bel casino. No qui il nostro (minchiapixellista?) che sottoponiamo a visione via Youtube si occupa di stampa da azzeccare su una white wall, bianco muro di galleria, se non proprio di domestica abitazione del probabile acquirente di stampa vieppiù digitale. Casino ancora, nebbia o fumogeni fate voi. Vero esistono formulette matematiche (siamo tutti numeri, no?) che dicono che…Resta il fatto che a far riferimento l’Era analogica, e suo cerchio di confusione, il classico 30x40 incorniciato su formato immediatamente superiore A2 più o meno era la regola dei gallerioti. Si dirà altri tempi: giusto. Tant’è vero che si potevano esporre foto, anche, in formato a metro quadro partendo dal formato Rollei cosiddetto: che poi fosse Hasselblad Mamya seisette oppure dorsi paralleli su banco ottico, sai che novità. Ma erano, ancora, fotografie a metro quadro come tappezzeria.

Quindi il trentaperquaranta che si declina in A3 e aggiungendovi il segno + quasi poco meno del quarantapercinquanta, formato Galleria.
E dopo sta filippica il video, dove il nostro da “candido” ammette che a livello A3 tra una macchina “uhm” e altra “doppio uhm” non si vede differenza: bella scoperta dell’acqua calda (noi ne abbiamo ricavato esemplari da camera 4/3 di soli cinque megapixel!) nel caso tra macchine Fuji in formato una Aps-C e mezzo formato. E andiamo bene. Stampa a trecentodipiai ahi ahi quando poi giocherellando con Pshop la massima è duecentoquarantadipai più che buona per la stampa offset analoga o digitale che sia ivi galleria.
Siché per autogiustificarsi, dice il nostro, i soldini spesi per il mezzo formato (si parla nel video anche della Nikon Z come Zorro, fantasia di markettari!) si deve ingrandire: ah. Infatti sempre a video lo vede uscire di scena e ricomparire con un discreto “lenzuolo”: solo che il nostro “candido” dice che più ingrandisci e più l’immagine va vista (!) da certa distanza. E più la distanza più l’occhio non discerne più un c…apello, oltre al fatto che a certa distanza i canonici trecentodipai sono l’atomica che ammazza la mosca! Questione di fisiologia dell’occhio paisà e fattene ragione.
Ergo l’occhio deve saper discernere nella verde (!?) vegetazione primordiale un possibile aggressore in sorta di darwinismo precoce, falso e buono a giustificare e glorificare il Kapitalismo (kappa kome killer) rapace! Verde della Matrix Bayer al 50% in ragione di poco sopra Blu e Rosso della sintesi Adittiva, rispettivamente fifty-fifty per comporre via interpolazione l’immagine finale su silicio. Trucchetti matematici.
Stampa che, e finiamo, messa a distanza e ancor più sottovetro (!) incorniciata e conseguente vista a distanza manda a fa…l’industria bellica del minchiapixel a suon di miliardi pixel: la giostra degli acquisti via. Allora vale la conta del minchiapixel non ciò che rappresenta…ma allora ditelo ragazzi. E infatti qui noi cosa scriviamo da ben otto anni?

How BIG can you print your photos? (Fuji XT3 vs Nikon Z7 vs GFX 50R


Man fotografo sin dal 1969



C'è chi dice no

La prova provata (3+3+3) di quanto neanche ventiquattro ore fa scritto a proposito di Cesare Battisti: fuffa. Ancora più, sviamento di massa. Fake news. Una non notizia per accontentare la boccuccia siliconata di Lilli Gruber e sodali, neofeudali transnazionali apparati Ur Lodge, niente di più. E siamo naturalmente solo all’inizio, c’è da verificare l’Armageddon o Giudizio finale, statene certi che le Scritture non sono barzellette come intendono diffondere i satanisti del tipo Soros-Killary Clinton e la scianca chemioterapizzata (non a caso!) Emma Bonino e i tanti “ce lo chiede l’europa”. Tant’è vero che Stampa& Regime tout court proprio su Cesare Battisti batte tasto, a sviamento per non disturbare la giostra degli acquisti…Ma ciò non di meno nella Capitale italiota va in scena l’incontro con i Gilet Jaune: compà mo’ hai capito?

Gilet Gialli a Roma

Man


Ps. Il buon Di Majo ridens a trentadue (non a trentatré di rito Scozzese?) denti è il funghettino che plaude ai Gilet Jaune: un Ministro! Dalla serie, vai avanti tu che a me vien da ridere. Il Movimento Cinque Stelle e il front end dell’ordoliberismo, travestito da “movimento”: Quieta non movere e mota quietare per chi intende

Pss. Per i michiapixellisti e disonesti, o due al prezzo di uno, lo ripetiamo per l’ennesima volta: Immagine della Meretrice di Babilonia Qui su manunzio.it non si parla di altro, e nel caso di specie Immagine costruita a tavolino (grazie a Oliviero Toscani e sodali) per inchiappettare le masse (grazie Sorrentino e soci) adoratrici del Simulacro imbiancato (Mt 23, 27) della Grande Finzione; una volta a base argento analogico, al contempo bit matematici a base silicio. Niente di nuovo sotto il sole, quello naturale e splendente mica Lucifero di Ur Lodge neofeudale a base sangue umano rituale veicolato dall’Immagine odierno Web




Tecnicamente possibile. E basta questo? Immaginate che “tecnicamente” ve ne andate, chessò, in giro di giorno allo Zenit dell’Equatore (!) con il vostro nuovo e fiammante e bello obiettivo f 0,65 già bello a vedersi. Bello no? Siché sempre all’Equatore di giorno, mettiamo va, a Mezzogiorno (che figata!) vi deliziate a fare belle foto, ma a tutta apertura sennò che giochino è? Poi andate a casa su monitor bello e calibrato e ci fatte scorrere le belle foto del bel mezzogiorno equatoriale. Ahi sì la vignettatura: mannaggia e mo’? Vi suicidate, no? Sì: una prece grazie.
Ora che gli asini volino in squadriglie e a telecomando si fa dire al teledipendente che tutto è bello e reale, via Stampa & Regime prezzolata con famiglia che costa parecchio, ma sta lì apposta.
E prendete pure certe webcast radiofoniche, che con la scusa della “fottografia” (paisà quante volte devo dirti che refuso non è?) c’entra come la squadriglia di ciuchi sopra detto: 'na mazza. E la giostra degli acquisti va alla grande, altro giro altra fuffa, poi gli scricchiolii che tutto sta per sbiellare chi li sente? Avanti il prossimo.
Morale presto detto: qui veramente siamo nel regno della “fottografia” dove bisogna fottere (inculare?) il babbeo di turno con cazzate ben pagate però.
Provatevi voi con f zero qualcosa dal chilaggio sollevamento pesi ed essere discreti! E di sti tempi una coltellata per “scambio” non ve la toglie nessuno, al netto di una bella bella pallottola. Però che figata f zero qualcosa per giunta su una bella Nikon senza specchio. E uno dice: cara Nikon a quando una macchina “senza niente”? C’è già, vero ma per un'altra volta. E poi basta sottrarsi alla giostra, tanto in una tasca uno smartphone…se parliamo di fotografia con una sola effe
Ah sì certo la “radio” non dimentico, e cambiate canale ché è solita fuffa a volte con allure di certi mestieranti fottografi: lato traslato e fate come ve pare. Vai con il lissio emiliano-romagnolo!

Ottica discreta e tascabile by Nikon Z

Man


Ps.
I vari Noctlux nacquero non per fotografare in pieno giorno a tutt'apertura su lo Zenit solare (!) quanto per reportage in luce scarsa abbinata, e mai si dice, ad una Tri-X Kodak o HP5 della Ilford. Anzi proprio per essere "iniscreti" fu inventata la Ermanox non a pellicola ma a lastre, magistarale nelle mani di Erich Salomon!


Photo © Michele Annunziata
Si apre così Tempi Moderni di Chaplin, solo che a noi piacciono le bottiglie al posto delle pecore, qui formato pecorame come quelle che danno, ma anche dannazione perché no, anzi, il senso della distrazione di massa, l’intruppamento per i Friday ormai quotidiani ossessivo-compulsivo, o dell’accatta accatta (dal francese acheter, buy for others people) che contraddistingue la società liquida e malthusiana, formato decrescita detta felice per la Upper Class luciferina & globalista



Videoimmagini terminale. Siché è del tutto “naturale” certa fusione (mentale anzitutto) tra immagini fisse e movimento streaming. Vero. Tuttavia se ragionassimo in termini di sub cultura o sottoproletariato urbano, ecco, allora i conti tornerebbero per la giostra degli acquisti, o dello sballo umano (ultimo in ordine di tempo quel quindicenne morto su rotaie immaginando di trovarsi a giocare con immagini su smartphone).
Eppure scritto detto e ridetto che l’immagine fissa è inarrivabile quanto a “maleficenza” riguardo il flusso video: lasciate per un attimo le immagini subli + anali alla Walt Disney.
Il globalismo pensiero (che è tutto) punta su la roulette non tanto e solo fissata a muro, immagine, quanto in “moto” a 24 fts da film, o meglio ancora 25 da “tubo catodico” che impera imperativo: consigli per gli acquisti…Quieta non movere e mota quietare!

Reuters accelerates news pictures/video merger

Man


Ps. Prestate orecchio ai cosiddetti processi di “ristrutturazione” casomai alla greca via Troika Commisione-Bce-Fmi. E che non incidono per nulla, se non a livello di zero virgola uhmm, sui bilanci di questa o quella “parrocchia”; infatti a giorni dispari si scopre delle ruberie dei manager e/o mafoipolitici tout court, operazioni che non compaiono a “bilancio”. Siché è naturale per costoro, amplificata da Stampa & Regime, dare addosso all’untore (?!) e conseguente taglio di “maestranze”. Esilarante gag dei furbetti del cartellino, che certe Lilli Gruber e assimilate propinano quale causa di dissesto finanziario italiota! Operazione che è nel solco della cosiddetta “decrescita felice” di malthusiana memoria. Alias Guide Georgia stone: pietra tombale lato traslato e fate…vobis!

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