Manunzio


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Vabben' che sia moda

E di quella analogica o “ritorno di fiamma”. Oltre al fatto che la cosa certifica se non la morte lo stato di coma profondo della digital fotografia. Minchionaggine o meno che sia.
Naturalmente chi scrive non ha bisogno di statistiche a buon mercato e manipolate ab libitum per ricordare che il bianconero e di camera oscura è ottima terapia contro i tempi correnti, del verso l'Infinito ed oltre sennò sai che noia. Eh i satanisti sono in difficoltà non date retta a suonn' (non fatevi fuorviare) che il sonno di Stampa & Regime tout court genera mostruosità passate per ordinario. Poveri satanisti luciferini: dice ma c'è l'opzione Sansone. Vero muore questi con tutti i Filistei, ce ne faremo ragione e, comunque, verrano via pure loro...de gustibus.
Sia come sia ritorno di fiamma o meno per il Nuovo Anno (aspettatevi novità dal Diary) nulla ci vieta di mettere mano alla Yashica/Contax che sta su la capa, sì insomma il ripiano da dove si scrive, come a dire: e mo' ti viene nata vot' l'aulie (desiderio) della pellicola? Ah benedette fotocamere d'antan, silenti sì, mute non mi pare!

Man fotografo sin dal 1969



Elogio della lentezza

Un tempo frenetico il corrente che non conosce (evita come la peste) pausa. Senonché certe menti, diciamo raffinate, cominciano a porsi domande se sia il caso di andare così: verso l’infinito e pure oltre! Già oltre, cosa pare assolutamente irrilevante. Mah.
E’ di ritorno la fotografia analogica, e tranne qualche imbecille a stelle e strisce, si raccomanda giovane possibilmente con barba (facciamo la guerra all’Isis e crescono gli occidentali con la barba, Allah Akbar!) per tacere delle signore (street girl?) con capelli vintage Anni indefiniti e analogica al collo (e fanno pure lezione da Youtube!). La Moda, sia. Però quando senti e leggi che più d’una mente raffinata (!?) passa o meglio ritorna al “passato” al caricatore 135 Ilford declinato in ogni sensibilità, la cosa cambia. S’intende che il cosiddetto professionista se fa il santo (indietro?) è conscio che deve “ricominciare” daccapo. E questo sul piano strettamente fotografico meniamola così. Tuttavia se un brav’uomo torna sui passi (perduti?) ha quanto meno fatto conto di uscire dal Matrix, l’ordinaria pazzia quotidiana all’impossibile. Se non è consapevole o anch’egli (fotografo) vuole cavalcare l’onda del vintage, più che i danari l’attende e se gli va bene, un reparto psichiatrico. Vero è che la schizofrenia il doppio è ordinario in questo orizzonte di poca gloria, ciò non di meno poiché l’umano essere è de facto fragilissimo, sebben la réclame quotidiana dice (prospetta) l’esatto opposto…
Film Photography Speeds Me Up

Man fotografo dal 1969
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