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Il sesso degli angeli

Beh certo al corrente di adoratori, e riti di sangue innocente gran parte bambini immolati non prima di stupri inimmaginabili su altari già profanati in chiese sconsacrate[/url], luciferini parlare degli “omologhi” ma buoni angeli è suprema bestemmia: vero Magaldi Venerabile Maestro?
Sia come sia pari disputatio, che tanta parte pigliava in epoche medievali, si è trasferita per compiacere la giostra degli acquisti, manifestazione satanica, e lo spirito laido più che laico del corrente vivere (!?) su pezzetti di silicio. Ma sì i famigerati minchiapixel delle digitali fotografiche. E che altre volte, i soliti giorni dispari, stigmatizziamo, non foss’altro che non c’è più nessun problema “tecnologico” fra una trappolina per topi e le ben più grandi per fotografi very nice à la page. Più che altro, gli attrezzi, per intimorire la committenza!
Fuori un momento. C’era un fotografo ma nome altisonante (Agamennone) che alle nostre latitudini riprendeva i matrimoni con una telemetro. E si dirà: ah very fine. Sta mazza, poiché il nostro non usava la Leicà (alla francese il suo si capisce) bensì banalissime point&shoot ante litteram: Ricoh G 24x36 che pure si è usato ma in altri contesti. E insieme alle Ricoh dei flash altrettanto fuori “ordinanza” Vivitar 285 al posto dei teutonici Metz. Immagini che poi terminavano sui classici, per l’epoca, ventiventicinque e (s)quoiati album dal peso inverosimile. E vedevate voi differenze con i seipersei Rollei e sempre all’epoca rare Hasselblad?
Disputatio, di ritorno, che oltre al tempo perso non va oltre il fatto “meccanico”: mica so’ fessi gli articolisti che tengono famiglia, mutuo, corredi per figlie femmine che di sti tempi meglio specificare per chi intende…consigli per gli acquisti, va. Ecco

Full frame vs altri mondi


Man fotografo sin dal 1969


Ps. Molti video del magistarato Paolo Ferraro che una volta erano liberamente consultabili on line non lo sono più, poiché narrano di cose che ai padri di famiglaia mainstream(ing) non ci pieace far sapere: quieta non movere et mota quietare, no?

Quelli che sanno (anch’essi tutto)



Telemterica Zeiss Contessa Poco più grande del caricatore 135 al suo interno, su la destra (sx per chi osserva) le quattro piccole feritoie protegevano l'esposimetro al Selenio, elemento chimico usato per misurazione come il mitico Sekonic L-28A Studio S



E ci mancherebbe pure il copyright. S’intende le parole che non sono brevettabili e spendibili: non parliamo di logo evidente.
Telemetro un’altra “categoria dello spirito” di sicuro fotografico: creme de la creme. Attrezzi non riferito ai Maestri della Fotografia, tempo sprecato, quanto a quelle moltitudini che ne han fatto una bandiera. Personalmente niente Leica (ricordiamolo per ennesima volta: mai scaldato il cuore fegato e altre frattaglie) bensì per altri motivi, una Fujica 690 BL in formato…6x9! Anni Settanta secolo trascorso; tuttavia una minuscola telemetro a nome Zeiss Contessa un gioiellino di folding in formato “leica” o codice 135, caricata con l’immortale Hp5 Ilford e non disegnata Tri-X Kodak, la portavamo sempre. Pellicole ambedue trattata in Chimifoto Ornano in quel di Milano ante da bere. Ditta che aveva una sterminata serie di rivelatori (sviluppo per negativi bianconero, di questo qui si narra) provati in tulle le combinazioni Asa (antenato dell’odierno Iso) e diluizioni/ tempi nonché “shakeraggio” in Paterson la vaschetta cilindrica per lo sviluppo della Hp5. Puro artigianato, scuola di chimica/previsualizzazione/stampa finale in camera oscura, antro alchemico non molto lontano dalle logiche latomiste per chi intende; dove dal nigredo poi albedo il prodotto finale era, e lo è ancora, il rubedo formato Galerie Ilford a Gioele Magaldi in ascolto, un si sa mai.
Telemetro, ancora, che a differenza delle Srl o finanche TTL (Trough The Lens) portavi in tasca per l’evenienza e a distanza di più di cinquant’anni stanno ancora lì, imbustati negativi e sempre visibili. Viceversa è già un miracolo se un “fail” in formato PSD puoi “editarlo” o vedere sulle castronerie formato “nuvoletta” molto ben gradita da Cia&Mossad, e sempreché non più “visibili” da occhio umanoide: il progresso, no? No!

Rangefinder Cameras and the Power of Imagination
A Real Jewel of a Folding 35
Sekonic Studio L398A Deluxe III


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