Basta leggere attentamente, cosa questa per i michiapixellisti impossibile abituati alla disputa teologica lunghezza del…pixel, figurarsi la larghezza! E dunque se già la “circonferenza” non dice nulla codesto signore di cosa sta cazzeggiando? Vale a dire se dovessi acquistare (?!) una full frame (che c’è l’ha più grosso il diametro attacco baionetta, cosa avete capito!) e metti caso M4/3, che pesa meno etc etc etc uno si domanda: eh la Madonna ma allora…
Vedete? Si danno la zappa sui marroni…e con essi i michiapixellisti della famigerata CaNikon. Natural + mente questi signori non parlano di fotografia bensì, come ripetiamo a giorni alterni, di fottografia. E infatti non a caso questo bel pezzo di Japanise, con testa perfettamente occidentale-giudaico-cristiano-greco-romano, lo fa capire e se ne duole e anche perché non riesce a piazzare obiettivi f 1.0. Eh c’è da capirlo se proprio l’altro giorno Canon sparava il suo f 0.65, allora c’è un gap di 0.35 decimali di diaframma! E se a questo ci azzeccate che, sempre più spesso a bar sport odierna Rete o fanzine avariate, la discussione è sul sesso degli angeli (che non hanno?) a nome boken: Tombola oops demodé per Bingo, il giochino è sistemato. Ma sì ma sì, in certe anatomie e quant’uno gli piace: accattatevill’ (buy it paisà). E mi raccomando pensate prima ed innanzitutto a certi marchi tipo, chessò, Leica per capirsi. Certo gli è rimasto discreto allure, e che vuoi di più babbeo pure fotografare? Bella questa buontemponi: chi vuol esser lieto sia del diman (visto lo spread a telecomando) non v’è certezza. Consigli per gli acquisti…

Man

Ps.
Senza menzionare che il selettore di sensibilità ISO ha raggiunto la stratosferica cifra dodicimila e spicci che uno dice: Dio bono ci sono già da tempo i visori notturni da guerra! E poi con un Pshop gli togliete quel verderame bruttino e tutto torna a posto, come il “velo” rosso di Marte natural + mente. E che il trucchetto è far passare un “pianeta” molto ma molto somigliante e pure terra terra ai deserti sassosissimi visitabili a costo zero (in attesa che si vari una planetaria legge a…pagamento) in Rete. E ripensate alla pizzaforma teoria terrestre: 'na tragedia per l’industria cosmologica da non dirsi, e questi darwiniani d’accatto tengono pure…famiglia


Rirpoduzione via iPhone 4

Venerdì di “repubblica” e pure verde: eh Magaldi Venerabile Maestro? Venerdì. Ma andiamo un pochino oltre: dice niente l’immagine? Oh un volto di donna bianco come una maschera funeraria e per di più con quella boccuccia di rosa, un cuoricino. E che poi è rosso, guarda caso, che rimanda un’altra bocca…femminile. Fottetenne, ecco, compà pare dire lato traslato e fate vobis: vuoi mettere? Ecco.
Ma l’immagine è di un “iceberg” no? No! Si presti attenzione ai due terzi canonici del ghiaccio “sommerso” tipico di quelli alla “deriva” tipo Antartico. Notato niente: I suppose. Un volto di megera di vecchia strega. Ah benedetti “grafici” di “repubblica” fondata da Eugenio Scalfari verosimilmente un brutto, letterale, Frammassone luciferino come il quarto d'immagine diabolica a sinistra in alto: voi che dite?

Man

“L’isola delle donne in basso diciamo la didascalia che dice testuale: “Da quest’anno stipendi uguali per legge (???) a quelli degli uomini. Ma anche asili separati (???), strip bar banditi (???) e pubblicità sessista (???) vietate. Siamo andati a vedere come si vive in Islanda”.

Notoria isola di ghiacci, sopra, e infernale fuoco sotto proprio come, guarda caso, l’immagine soprastante, a capa sotto della Megera al Sabba.

Ps. Stipendi uguali a chi: forse intende privati ché nella Pubblica Amministrazione casomai è l’esatto contrario! E non si dica a Repubblica et simila e MediRai consociate a delinquere, meglio far vedere e scrivere dei travet dello Stato (quale?) che timbrano il cartellino e fanno pure i furbetti, e mica come del quartierino alla Ricucci-Fassino-Pd della “ci abbiamo una banca”.
E poi via pure Mattarella è Primo impiegato dello Stato: timbra? E Fico & Casellati…Nistri Comandate CC? E al galoppo di bar sport dell’Italietta Quarta sponda di Roma, eh altro che Salvini&Giggino due bravi guagliun’!

Abbiamo una banca Marco Travaglio



Una giornata particolare, anche troppo. Anni Settanta. Fotolampo di Rocco Abriola agenzia di cronache e…matrimoni di provincia italiana. Camera oscura: bagni (chimica per la stampa fotografica) preparati di fresco e scaldino collegato a presa che a sua volta, da sotto il bancone di metallo, riscalda il bagnomaria e bacinella del primo sviluppo per la stampa, insieme con la bacinella dell’acqua a seguire (senza il pestifero acido acetico glaciale!) e vasca gigante color rosso fuoco per il fissaggio, indica l’inizio della sessione di stampa
Ore otto di mattino e soliti convenevoli, gira qua e di là che si fanno le nove mentre arriva Luciano dal viso schifato butterato di lumaca libidinosa all’impossibile e Pontifex della giornata in camera oscura.
Lo sgabello per la panza del boss Abriola che asside come un avventore bar sport con bretelle (un Giuliano Ferrara in sedicesimo) all’americana: all’ingresso dello studio sue immagini di Nuovaiorche, però stride con il baffo siculo e impomatata riccioluta mediterranea.
Luciano a sinistra vicino il Durst D 659 dalla torretta doppia 6x6 e 135, a latere il boss su sgabello si arrotola la camicia, manco dovesse impastare farina, alle spalle chi scrive e poco in là Diego con aria allegra come al solito d’assistenti di laboratorio.
Chiuse le luci ordinarie, tirata la porta scorrevole che divide pugigattolo (piccolo locale qui camera oscura) della rotativa, che immette nella sala di posa, e a sua volta…Accese le lampade inattiniche (non sono mai e dicasi mai a luce rossa casomai per altri “cosi” non già la carta fotografica che non desidera essere maneggiata a luci rosse..) e inserito il primo rullino 120 non ancora tagliato a strisce di tre fotogrammi (3x4) poi imbustati e messi a dormire nel cassettone archivio di altrettanti matrimoni, Luciano da l’inizio. Si parte prima con la stampa diciottoperventiquattro bianconero che il colore in formato trediciperdiciotto è ancora una rarità da inserire nell’album, comunque, bianconero di cuoio impossibile.
Luciano dà la prima posa i come diapason per i susseguenti fotogrammi dell’intero matrimonio uno dei tanti ripreso giorni addietro; più o meno come si dirà. E il foglio emulsionato di Ilfobrom Ilford dal marginatore (tiene in piano la stampa e conferisce bordi bianchi che van di moda sebbene imperversi il Sessantotto ed esegesi di stampa al vivo) nelle mani del boss a capa sotto nel bagno di sviluppo, e comincia a dondolare di qua e di là insieme a pinzate: rituale solo per la prima copia e che va bene. Poi il foglio arpionato, tant’è la delicatezza…del boss finisce nella seconda vaschetta con acqua, infine nel fissaggio dove bisogna subito “affondarlo” il cartoncino fotografico per evitare che bolle d’aria lo rovinino con macchie marroni conseguenti: da buttare.
Passano le ore. Luciano cinquetta e boss risponde e viceversa: di tutto di più tra i due marpioni e noi “ragazzi di bottega” a sopportare l’aria da camera a gas. Si perché il boss accende un’altra sigaretta, e siamo in quattro in meno venti metri quadrati, e la giornata è lunga!
Ora il boss va al galoppo, sempre seduto spaparanzato su lo sgabello, e lasciata la pinzetta mette le mani paffute e pelose nel bagno di sviluppo per manipolare meglio le copie: non succede nulla di grave alle mani tranne che, una volta usciti all’aria (!) le unghia delle dita scuriscono più della sua carnagione da marocchino stanziale qual è.
I diciottoventiquattro su Ilfobrom in gradazione morbida (n.2 su la scatola Ilford da mille fogli suddivisi per centinaia) si accatastano a latere l’ingranditore tra una chiacchiera di Luciano e Rocchino boss della Fotolampo Agenzia etc etc etc. E così una parola e l’altra i fogli ammonticchiati finiscono tutti insieme nel bagno di sviluppo, poi con nonchalance la mano dall’ultimo foglio risale gocciolante al primo e via così come pale di mulino fino al termine di tutte le copie sviluppate. Poi il tuffo in acqua e siamo a turno noi “ragazzi di bottega” (Rocchino chiacchiera mentre altra cenere finisce nel bagno) a togliere le copie dall'acqua e “affogarle” nel fissaggio aiutati da tozzo pezzo di legno a mo’ di cucchiaia per girare i ragù.
E sembra di essere una catena di montaggio: posa all’ingranditore Luciano. Presa in carico dal boss per lo sviluppo…acqua e fissaggio di noi apprendisti. Senonché la grossa bacinella cinquantapersessanta di fissaggio è satura di copie ammonticchiate, e da lì bisogna passarle in acqua del vascone porcellanato; aprire l’acqua e girare con le mani le centinaia di copie: piacevole in periodo estivo un inferno ghiacciato d’inverno con relativi stati influenzali. La turbolavatrice, che pure esiste sul mercato fotografico, il boss si guarda bene dall’acquisto (minimo investimento massimo profitto schiavizzato noi, e poi besenisse is usual, time is money etc etc etc) fino a che i troppi raffreddori presi dà modo a Luciano (il vero boss è lui e quando s’incazza a giorni dispari si ferma il laboratorio ché il boss non è c*** suo) di spagnoleggiare vanteria e mellifluo intima al boss l’acquisto. Così finalmente i raffreddori passano e tutto procede per il meglio nella camera a gas, detta camera oscura.
E che ore saranno…? Sì che il tempo non si percepisce più, eppure si fa Mezzogiorno e un po’ di pausa, fuori camera oscura, con i polmoni a riassaporare quella strana cosa che è l’ossigeno! Terminata la pausa (il boss avrà terminato un’altra sigaretta dopo la precedente) stampe e ancora stampe. Già perché insieme ai diciottoperventiquattro ora Luciano ne stampa di tredicciperdiciotto da consegnare agli sposi insieme all'album, e che regaleranno agli invitati, come “pattuito” da contratto della Fotolampo su cui è giusto e saggio stendere un velo pietoso!
Ma che accade? Il boss con la sigaretta (siamo in camera oscura) in mano a furia di parlare non s’avvede che è tutta cenere che cade, con nonchalance, nel bagno di sviluppo! Apoteosi quando le sue mani (e cenere in ammollo) corrono svelte per la posa “lunga” o sovresposta di Luciano, ciarliero a briglie sciolte, a bloccarne lo sviluppo tuffando in malo modo copia nella bacinella d’acqua: scena che pare quei soffioni nel Yosemite Park fotografati da Ansel Adams. E nelle mani di Rocchino a volte la cosa funziona altre no, siché bisogna rifare la stampa; casomai stavolta è “corta” in posa di un Luciano già scoglionato. E fa niente se la stessa a cap’ sott’ e sotto la ‘zerta (catasta pila) galleggia tragicamente a malapena a filo di bagno rimasto; tanto riemergerà quando la “bella” velatura chimica (lungo a dirsi perché) avrà “ricostruito” i mezzi toni mancanti in sorta d’interpolazione odierna a computer. Illusione.
Ecco allora che bisogna di “rimbocco” a rifare volume intero del bagno da un cilindrotto in plastica con tappo e chimici; se ne versa nella bacinella per “rianimare” l’esausto filo di sviluppo nella bacinella che nel frattempo diventa nera ai bordi neri causa di…Senonché a contatto di quello (filo) il rimbocco non a temperatura (letteratura tecnica opzionale del boss!) porta scompenso, e diversa posa per impressionare le copie che la panza su sgabello e bretelle all’americana scoglionato richiama l'infastidito Luciano, mentre altra cenere cade...
Insomma intorno alle due la camera a gas smette giusto l’attimo di andare, ognuno per la sua, a ingollare il pranzo e alle tre, massimo e un quarto, si ricomincia almeno fin le diciassette, quando esausti e cianotici per carenza di ossigeno usciamo “vivi” dalla camera oscura!
Ma non è finita perché bisogna “resettà” pulire la camera oscura (che non ha finestra d’arieggio!) e sistemare quel liquame, cosa nera puzzolente, di bagno di sviluppo che manco il Padreterno riuscirebbe più a sviluppare alcunché, nel cilindrotto senza filtraggio di cenere e nicotina a sigillo per una successiva “sessione di stampa”.
Le copie Ilfobrom tirate dalla turbolavatrice e messe in vaschette (da bucato) adesso passano sotto la rotativa, grosso cilindro cromato a specchio cui interno è resistenza riscaldante, che le asciuga stese come sono già sul lercio panno di lino grezzo (alla tapis roulant in Tempi Moderni) e conferisce alla stampa quella patina a “specchio”.
Il boss è uscito per la Pretoria, main street cittadina, Luciano chiama a telefono una sua conoscente per una…fellatio e noi due “assistenti” a ridere; così sino alle otto di sera, quando come Iddio vuole la giornataccia termina…

Man




E più che scriverne ampiamente convinti, circa l’avanzata dei tablefonini, surfando in Rete eccoti l’ultima “reincarnazione” e ci sfugge il Karma…Quindi eccoci al Samsung Note 9 cui altro non possiamo dire, almeno a vedere foto e video, che della sua buona resa, cosa questa che la dice lunga su quel che attende, appunto, da qui a qualche annetto l’universo immaginario collettivo: Nikon hai voglia a ricreare ex novo la tua miirroless, giacché come brand appartieni al passato. Anzi casomai guarda in casa del tuo “nemico” Canon. E fai mente, chessò, alle sue stampanti domestiche…a dirne una per tacere o del suo “standard” video con reflex s’intende.
A proposito ma non ci sono prezzolati santoni proni a pontificare che le “senza specchio” al confronto del blasone reflex (ma con visione “aerea” per chi intende di fotografia) sono prodotti di serie B? Strano che le professionali Oly & Pana stanno lì e anzitempo a dimostrare l’esatto contrario. Beh certo per questi scritturali onanisti, e tengono pure famiglia annessi e connessioni varie, mo’ che arriva la Nikon priva di specchietto a quarantacinque gradi, abituati come sono ai novanta di gradi, il culo mes amis, cosa s’inventeranno e quali salti tripli quadrupli delle “sorti magnifiche e progressive delle senza specchio” che due secondi prima avean sputtanato avviandosi alla cassa di bar sport?

Man

Five things to know about the Samsung Galaxy Note 9's camera

C’è chi dice no




E’ finalmente sott’occhi di tutti (frequentatori di bar sport compresi o la gran parte di teledipendenti) che il “buonismo” a salve dei migranti, è una luciferina strategia di riduzione a schiavitù: di chi viene (indotto) in barca e di chi vive all’approdo, italiani in primis.
E altrettanto noto adesso che a questo progetto “progressista” sia, non a caso, la cosiddetta e famigerata sinistra, ridotta a fumo solo a guardare le ultime elezioni, a dargli imprimatur. Sinistra che conosciamo magnificamente bene. Tuttavia da persona realmente libera (non portiamo catena al collo degli schiavi dell’Iddio Mercato a reti omologate) siam grati a questi nuovi “governanti” italici per la semplicissima ragione d’aver rotto l’incanto (la stampa obtorto collo si capisce è costretta a darne conto) e squarciato il velo ipocrita dietro cui si alimenta il traffico di carne umana, o banalmente la tratta degli schiavi da i nuovi (sempre quelli) negrieri negromanti: intelligenti pauca verba!

“Intanto, le ondate migratorie , frutto di una pianificazione irresponsabile a cui i tre Governi precedenti hanno collaborato , hanno rivelato il losco business e gli illeciti che sono saliti in superficie proprio dalle profondità del mare mediterraneo e che riguardano le navi ONG. Grazie alla determinazione del ministro degli interni Matteo Salvini che sulle azioni umanitarie nutriva fondati sospetti che la ‘mafia globale’ governasse tutte le operazioni da una postazione di comando esterna, la verità è venuta alla luce..”

Verità nascoste

Man


NB. Come ribadito in altro post il link non è necessariamente in linea con la nostra visione, tuttavia fotografo si è consci che la “realtà” può e dev’essere fotografata con tutta la gamma di ottiche possibili, e per quanto ci riguarda da sempre previlegiamo le grandangolari

Un falso con tanto di firma olografa (dedicato ai quarantenni)




Sì quel del “Tip&Tap” a smartphone che vanno di qua e di là con portfolio dinanzi ai tanti Giovine maître à cattedratico, servo del Sistema, dalle immagini fotocopia di fotocopie ed altre ancora in stile Yankee: oyeee. Senza idea di sé senza storia senza passato e con poca trippa per gatti in prospettiva. Si capisce. Forse.
Sia come sia qui c’è uno di quei rari cadeau di un “vecchio” fotografo di reportage dall’effluvio labiale non meno che fotografico. Sì, vero sono due ore ma godibilissime anche perché pieno di perle di “buon senso”. Come assaggio sottostante non c’è male:

“Stop al mito di un reportage che non esiste più!” 24’

“Le fotografie di “reportage” dei disperati del Mediterraneo sono della Polizia, Carabinieri e Guardia Costiere” 27’

“Il bambino Aylan (“trovato” morto spiaggiato con maglietta “rossa” da omicidio rituale ndr) è un’operazione pubblicitaria” 27,42

“Immagini pilotate” 28

Uliano Lucas intervista

Man


Ps1. In pratica sono le stesse parole, pari ragionamento che da quando c’è il manunzio.it veniamo narrando

Ps2. Quando l’immagine richiamata da Lucas è così “penetrante” (lo squasso dell’invenzione fotografica, altro che falla del Titanic, prossima ai due secoli di “servizio” è inenarrabile per il terraqueo umano che ammocca o piglia in bocca beve, ecco, di tutto mentre va a fondo) e in certe anatomie retrostante, scatta quel perverso meccanismo di “gente ordinaria da bar sport” del: siii vabbè e però, tant’è incancrenito la spina dorsale/dignità, qui nel caso, di un qualsiasi Aldo Gianulli. Scusi signore un tot a giro panza sarebbe a dire: falso senza importanza? Woaw bingo!

(E dire che immagini terrificanti ante Aylan morto c’erano già state giorni e mesi prima, di bimbi “pescati” in mare come da Rainews24, ma quel giorno ed in particolare ed in Germania la Merkel…un assist che manco Ronaldo e Messi insieme potrebbero mai. Potenza dell’Immagine luciferina
Foto bimbo siriano

Ps3 Dietro i “migranti” c’è il Soros che in Ungheria sua patria non può entrare, qui nel Belpaese il Duca Conte, sembra ‘na cosa fantozziana, in prima pagina a stringere mano al nazista auto conclamatosi, il sorridente (Opus Dei?) Gentiloni, dopo Renzi Monti Dalema, dal panfilo Britannia, come Prodi Amato Ciampi, Cgil Cisl Uil Confindustria Corriere dei Piccolini Stampa Repubblica Vaticano Spa…
Soros Open Foundation

Ps4 I gas odierni di “Assad” come la boccettina di Colin Powell all’Onu è un trucco voluto da Is- Ra –El prodromo di un Terzo conflitto e però finale per l’umanità intera

Era glaciale, forse




Abstract
post that say how to make a pictures with a simple point & shoot named Epson 850Z old camera equipped only two megapixel as prehistoric digital era


Andare a ripetizione era il cosiddetto “doposcuola” che non bastava la mattina, no, a farsi due maroni così. Scuola che abbiamo sempre odiato, in ogni e grado cui “summa” era la cosiddetta Matematica, come mamma oppressiva, e obbligo di maiuscolo per il Moloch, detta utile a ragionare (!). La matematica che fa ragionare? Bella questa da scompisciarsi dal ridere. E poi di quale Universo, di grazia: euclideo parabolico quantico…relativistico einsteniano: tic tac tic tac. Costringere la mente al pensiero unico, da bar sport per capirsi.
Tuttavia è innegabile che ripetere, oltre che intruppare, il tenere a mente sfascia il pensiero unico: fuor di metafora via. Poco tempo addietro si è ricordato, ecco, di come macchinette digitali in buonissime mani, senza dire di chi, fan miracoli. Qui uno di questi

Man

Ps. In breve ridotto all’osso tecnologico: Epson 850Z su cavalletto Manfrotto e oggetti domestici messi in bella posa con l’ausilio della luce finestra, nient’altro se non poi impaginato in A4 come pre-detto

Cuore matto (Astori)



Verosimile omicidio rituale, e su la maglia il “giglio” simbolo di Firenze e scritta Folletto, più del famoso aspirapolvere creature degli Inferi sotterranei. Tutto tiene e nulla è lasciato al caso

Non ci riferiamo certo alla canzone di Little Tony, piccoletto di nome e di fatto (negli anni Sessanta il nomignolo e della gente di spettacolo tout court faceva il verso agli Yankee, che così li pagavano meglio come servi in quel gioco tutto imperiale, grazie alla Mafia alias II Conflitto mondiale.
Cuore matto di Astori trentunenne capitano della Fiorentina omaggiato, nientemeno, che dello stop del campionato tutto! In altro momento, e domenica scorsa quattro marzo al pari di altre Idi famose, all’inizio di ogni Kermesse moviolata da bar sport, avrebbe ottenuto tutt’al più il classico minuto di silenzio ante gara in ogni stadio italiota. Ma l’Astori muore nel sonno (come i giusti?) che è tutto un florilegio della pompinosamente detta, pensa te, Medicina Ufficiale e relativo squillo di tromba finale: in ogni senso. Allopatica a dir vero, medicina dai dodici vaccini alla Big Pharma & Co (Lorenzin ministro uscente Sanità l’han pure rieletta!) quella dell’autismo garantito. Medicina che deve trovare i virus (casomai manipolati ad arte da famigerato laboratorio Cia&Mossad tipo Aids del caso per lo sterminio di popoli via Georgia Guide Stone). Quello che si è costretto a bere (?!) è che l’Astori prima muore per cause “naturali” anzi genetiche, poi bradicardia, infine per “rallentamento” del battito cardiaco: ma tutti gli esseri viventi (!?) hanno quando Morfeo li prende, e non muoiono!
Siché una banalissima domanda: come è che il cuore ha “rallentato” mortalmente pare la stessa sintomatologia corrente che colpisce i neonati in culla, che combinazione! Armi di sterminio che non lasciano segno, questo sì, mentre viene alla mente il Pasolini di “Io so”

Sit tibi terra levis Astori

Man


Pier Paolo Pasolini , Io so,

Georgia guide stone



Ps. Strane coincidenze astrali: Astori a Firenze nel giorno delle elezioni, giorno seguente il senegalese ucciso sempre sull’Arno, si dovrebbe chiedere “conto” a qualcuno, più che di Chanel Five di Sulfur, no?

Non le mandiamo a dire





Abstract
speaking of the actress Sofia Loren or metaphor of star system by Hollywood, of how to do so-called career accepting every sexual "performance" to achieve the purpose: fame, honor and money. Except to flaunt later on the so-called, perhaps supposed, abuses suffered


Qui il testo inviato allo Smargiassi (nomen omen) del caso con il vizietto della censura "quanto" la cosa è fuori da certe logiche cui Repubblica...

Notazioni in tipico sviamento di massa, e non altrimenti sotto le insegne di Repubblica. E al riguardo se ne scritto nel nostro Diary: “Hollywood party” prendendo a spunto ciò che è notorio da sempre ai quattro angoli dell’Universo, in espansione, a man salva. Insomma: verso l’Infinito e oltre va da sé.
Articolo che mena il can per l’aja a sviamento delle masse teledipendenti. E per quelli che non ci cascano, le insegne di repubblica vivono di questi espedienti.
Sia come sia la vicenda della “aggressioni” all’altra metà del cielo più spesso sono pianificate, come la bella attrice del Mossad che incastrò, a salve, il buon Strauss Khan cui memoria è già dispersa il caso. E arrivò di rincalzo Madame Christine Madeleine Odette Lagarde, nata Lallouette…Il gioco è chiaro anche senza habitué del bar sport Repubblica e assimilati.
La fotografia o meglio la copertina di Time, poi, è un’orchestrata messinscena con tutto quel nero che qualche candida mente, poco addentro ai barba trucchi ideologici che s’asconde dietro uno scatto, beve. A parte l’imbandierata “posa” da Trionfo della Morte tout court (non centra un fico secco la violenza su le donne) è carino evidenziare: basso a sinistra il corpaccione della Nera Dea Madre: tota mulier in utero. Cinque donne-danno-dominio in posa, numero sin troppo esoterico, con quello sguardo (smorto come tutte le altre guarda caso) cui una che s’erge sotto la I di Time: donna wasp deve trattarsi a contrappasso della Nera Madre.
Certo c’è un gomito, destra foto copertina, o meglio una sgomitata in cerca di gloria o di un attricetta dal nome che è tutto un thriller: Asia Argento, verosimile in rappresentanza dello Stivale, e ci si ferma qui quanto a Kabala. Anch’essa “violentata” in illo tempore per la carriera. E che con le altre a scoppio, molto molto ritardato, nel momento topico, stile Femen, fan scattare la “denuncia” in Mondovisione Rete omologate e Repubblica non meno allineata nel dare palcoscenico alla sceneggiata. Anche perché lo stupratore è, ancora, in intimità del Clan Hillary (non l’ha denunciato come le altre e come mai?) Clinton del Partito Democratico…Intelligenti pauca verba.
“L’analfabeta del futuro non è colui che ignora l'alfabeto, bensì che ignora la fotografia”. Attribuita a Walter Benjamin che pare l’ha rimasticata da altri, ma poco importa

Man

Una gomitata negli occhi, per vedere meglio

Niente sesso siamo...statali



Abstract
like “Not sex we are English” the italian comediant woman minister Madia, as magician's hat say the state employee: if you only think the sex to female colleague, will lay off immediately, and all terrestrial brodacast and news paper, forthwith trasmitt notice for all people on Earth


Parafrasando che la Madia (ministro non il mobile rustico) dall’apparenza mite, benché sia de facto una serpe, dev’essersi ricordato che proprio di questi giorni e dell’anno passato, il flop Referendum. Infatti per assicurarsi il bacino aveva detto agli statali - vil razza a sentire i frequentatori bar sport come il di Majo ridens e Dibbatista stellato - o meglio in voto di scambio il denaro del rinnovo contrattuale e fermo oramai da quasi un decennio grazie anche Cgil Cisl Uil: qua il voto e qua il rinnovo, forse.
Siché la ministra dev’essersi segnato al ditalino il mancato appoggio, insieme a Bank’Etruria Boschi e lo stesso Fiorentino, per il flop referendario. E ora dal cilindro e sotto le feste (conciare per feste?) la Madia che ti fa: alé ne tira un’altra di sua mano (sega, fregatura?) agli statali, che hanno nel Dna il non far niente, così profetizzato a bar sport pieno di politici-magistrati-mafiosi tout court. Si statali che al massimo passano il bandage quotidiano da pecoroni nell’immaginario Tg5 et simila, e pure inferociti, o meglio ingrifati di sesso e molesto (?!) nei confronti (solo?) delle colleghe: e non c'era già lo antu stalking? Un’altra trovata, o il precedente giuridico per altri casi a venire, per licenziare, e aprire altre porte a Sion.
Vien da ridere ché ci han insegnato a scuola, il buon Fedro: il lupo che dall’alto incolpa il sottostante agnellino di inquinargli l’acqua…prima dell’azzanno pretestuoso. Distrazione di massa per teledipendenti: oh e contro qualcuno si deve pur prender mira…

Man

Ps. Tra il sesso anche la boutade dei “regali” a casus belli per licenziare. E se è per questo, a parte le stesse norme, non per dirigenti va da sé bensì dei semplici impiegati, richiamate da almeno vent’anni nel disciplinare contrattuale degli impiegati dello Stato; allora da Mattarella in giù non c’è che l’imbarazzo della scelta. A rigor di logica a leggere giornali, fanzine, televisioni…E poi le mazzette pdirigenziali er oliare questo e quello, alla Roma Kapitale per capirsi, come vanno conteggiate, letteralmente?

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