manunzio.it logo

01-06-2019 08:14

url: permalink



Hai mai pensato di andare via e non tornare mai più? Scappare e far perdere ogni tua traccia,
per andare in un posto lontano e ricominciare a vivere, vivere una vita nuova, solo tua, vivere davvero. Ci hai mai pensato?

Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal



Photo melon


Sicof il Foto-Cine-Video-Ottica Salone Internazionale della fotografia tra mercanzia varia e mostre di ogni tipo, e stand tra cui Paolo Gioli. Milano tanti anni fa. Una scatola, ante litteram l'effluvio stenopeico corrente à la page, pin-hole che ci facciamo bella figura con gli angli, caricata di Polaroid ventiventicinque e naturalmente flash a spiovere visto il “buco” che Gioli usava sui suoi invitati. A vederli sti ritratti del foro un piacere che i minchiapixellisti non possono gustare e tampoco immaginare.
Una scatola che in buona misura simile alle prime di Daguerre, e fermiamoci qui che il campo più che scivoloso di sti tempi è minato e andrebbe come tutta l'umana avventura riscritto di sana pianta: Talbot Hippolyte Bayard...senza scomodare Leonardo da Vinci** e sua torre (!) stenopeica cui due mattacchioni di “scienziati” voglio usata per il “ritratto”, ecco, anche della Sindone.
Scatole e di ritorno che Gioli alternava a michette, si il pane, caricata di pellicola e non si ricorda se minuscole Polaroid o lastre 10x12 “assemblate” a companatico nel panino fotografico, cui interno privo di mollica e dipinto di nero sembrava un occhione gigante. Ah l'Arte.
Qui in caso di specie il fotografo (!?) dopo aver mangiato un melone, sì proprio così, utilizza la scorza per fotografare...e più delle parole le immagine veramente squisite al gusto, letterale, di melone e non solo. Cherchez la femme!

Fotomelone

** Leonardo Da Vinci la prima fotografia della Storia umana?
NB. Il link è “strano” che su Manunzio.it è “norma” lo diciamo per le persone sensibili e “normali” e cum grano salis ne leggano e poi con propria testa (!?) s'attrezzino di conseguenza


Manunzio fotografo sin dal 1969



Gran dolore

La diabolica, quanto mai azzeccata, coppia Cia&Mossad all'Opera. Maiuscola d'obbligo per chi intende. E mentre vi scrollate l'ennesima “feature” di Google (unico motore unica lingua unico hamburger per unico pensiero globale) vi dite: perbacco. Perbacco un corno, e lo spate bene, quando zacchete: ecco la “feature” a cosa serve. I volti che avvolti in pixel sgranati come per magia poi ricampionati diventano chiari connotati per la Psycopolizia unica mondiale: e cosa senno?
Si diventa veramente fotografi quando capisci il cosiddetto gioco, i “dettagli” del cosiddetto Mondo (vedi però Platone) che ti si srotolano sotto gli occhi quale inganno globale. Babilonia mon amour dove anche lì ad inzio della “storia” unica pizza, ecco, pari lingua che però “qualcuno” come dicono le Scritture mischiò e non si capì più nulla (del pensiero unico imperante): chi mangia così e cosà chi pregava questo e quello e chi si esprimeva con solo consonanti da animale e chi faceva largo uso di vocali da uomo libero come il “Mio canto libero” di Battisti memoria. Eh massoncelli satanisti anche oggi passati di fioretto dentro l'orfizio, sì, di certa anatomia!

How Google’s Handheld Multi-Frame Super-Resolution Tech Works

Man fotografo sin dal 1969



Ps. Vedete? Di quest'ultima tornata elettorale (buffonata?) già tutto pronto come la “letterina” di babilonia EU: tagli e ritagli per l'Italia che non fa i “compiti” come vuole la Cermania del Terzo Reich riverniciato al corrente. Ma è lo stesso Reich dell'Undici Settembre: scusa per la festa all'Iraq di Saddam (che aveva intenzione di de-dollarizzare l'esportazioni petrolifere...) idem con patate per Gheddafi cotto a punto giusto da morirne in diretta televisiva (come già accaduto a Ceausescu) illusosi di creare un'Africa a sovranità petrolifera e non solo. E da lì guarda caso sotto il progressista Obama & Bergoglio papa sua “primavera” araba ma via Killary Clinton di “Pizzaconnection” o stupro di bambini, Maidan colpo stato neonazista e le quotidiane ondate via Soros-Bonino-Pd-Sinistra tout court di barcaroli pro-invasione Italia etc etc etc



Matrimonialisti

Ve ne state a guardare il vostro video su Youtube quando: zacchete la réclame che spegnete subito. Però stavolta…è Sony che presenta sue digicamere per mezzo dell’occhio del fotografo, in caso di specie italiano! L’ambientazione dovrebbe essere sul Lago di Como, Maggiore Minore…ma che ce frega. L’atmosfera è quella giusta di una giornata di nuvole poi “colorate” di grading à la page. Il video.
Fotografo avec le fisique du role in barba e capello corrente che fa Ottocento style: mah! Vestito di scuro come s’addice al momento del matrimonio, dove tutto ma proprio tutto gira intorno alla sposa: il mondo ancor più oggi è donna…c’avanza più d’un dubbio ma non sottilizziamo almeno qui.
Perché se ne scrive direte là fuori (ancora vivi)? Certo non per Sony che ci sta sui c… questo no. Quanto per quei giochi di rimandi che lo spot mena per l’aere di nebbie. Quando negli Anni Settanta venivamo lasciati (dal boss Agenzia Foto Lampo unico che aveva l’auto) in sperdute masserie di paesi nel circondario. A casa della sposa (!) e senza sale ristorante, casomai un bar locale un po’ più grande e manco questo come accadde per il matrimonio dello zio: in campagna non ancora à la page anche qui, di quelle odierne ville mezzadrili o signorili "ristrutturate" che una volta era scandalo e arretratezza (di chi?) ed oggi…vedi le grotte dei Sassi materani. Oggi very nice. Ah besenisse di un besenisse.
Scaricati, di ritorno, sul luogo e di cert’ora mattutina seguivamo (fotografando) l’intera giornata di matrimonio poco meno di ventiquattro ore con Rolleiflex e Metz in livrea da questurino grigioverde. Agfapan 100 bianconero (!) e pochi scatti a colore in rigoroso tredici per diciotto e diciotto ventiquattro Ilfobrom quello. Parsimonia di costi e inquadrature, giusto l’indispensabile senza far assumere alla sposa e consorte pose dal “rotocalco” d’epoca o corrente odierno Grande Fratello, Sorella e reality ammiccando.
Sony, infine, e suo mentore in barba e capello acconciato in tono con sue digitalcamera, e pippe, purtroppo, quando accenna ai 42 megapixel dei file, daje, o doppio slot per le card (Sony nasce telecamera…). Uniche cazzate a man salva. Il resto sono immagini molto belle d’atmosfera e di un gusto reportistico che condividiamo appieno e senza luce flash: tombola!

Wedding photographer Cristiano Ostinelli
Ostinelli site


Manunzio fotografo sin dal 1969

Ps. Dettagli del “matrimonio”? Evidente chi ne reclamizza beve e/o cirrotico cronico. Morbidezza la misura del matrimonio, tant’è vero che al posto del Planar seisei di Rollei preferivamo il “morbido” si fa per dire di Yashica Mat 124 G (!) casomai non accoppiata a Kodak film ma a 3M (ex Ferrania al corrente ri-esumata). Lasciate perdere erano i “sacri” testi di Tutti Fotografi a darne conto del mix el curatore la sezione colore Renato Macrì…e sperimentato in corpore vili!




A volte anche una fede incrollabile s’arresta dinanzi al giornaliero liquame montante cui graduatoria, ecco, o gerarchica di questa o quella cosa si veste sempre più d’ammuina della solita giostra per acquisti. E si ripete non ha importanza cosa (merceologica) ma come altre volte scritto, l’essenziale è l’accata accata che in lingua indigena locale de - riva dal gallico acheter.
E siamo pur sempre ad inizio settimana, no? Allora e da un po’ che facciamo, da presso il link d’una rivisitazione in “chiave” moderna, uso dire, di un motivetto intrigante di Edith Piaf; come su immagini dal “vivo” fotogrammi cartonizzati rendono lo skyline meno usuale del solito. E ce ne fossero sempre più invece di stare incollati a schermo di smartphone residuali desktop o perniciosissima televisione. Ah cherchez la femme, sans dire!

Sous le ciel de Paris


Man fotografo sin dal 1969




Ante Europa voto

Per voler e dall’alto dei “cieli” quel latino (immagine sopra) così su dollaro americano: ma gli inglesi cosiddetti non parlano “inglese”. A dirla tutta fate un passettino indietro, ai tempi de li romani che decidono d’hanna in Britannia a trovar stannum, lo stagno a piene mane già nel Mediterraneo. Ma Cesare il primo che ci provò, si trovò l’esterrefatto Primus pilus che disse: “A Cè ‘ndo hai detto che dovemo hanna?”. Poi lo stesso Cesare si convinse (ravvide?) della cosa brutta un po’ come Troisi&Benigni moderni Totò e Peppino in “Non ci resta che piangere” e si tirò indietro all’ultimo istante e de piglià li britanni…ma “Alea jacta est” l’aveva pur sempre già pronunciato: tacci sua!
Sembra na cosa da poco ma il morente Impero de Roma con la scusa dello stagno nordico (dicono i sacri testi di “storia” che serviva a fa il bronzo ma fa più rima…) consegnava la staffetta a li barbari, che poi qualche tempo dopo in veste di pilgrim (ennesima storpiatura inglese, e non ultima, dal latino per-agri o attraverso i campi, e il mare Atlantico visto da lontano sembra proprio "a big field" oops ager!) su le barche, dopo Cristo-fero** Colombo; sì “colomba” da Babilonia…sbarcarono gli “inglesi” agli “antipodi” per chi intende.
Insomma la barzelletta dell’Amerika (k as killer) Piri Reis carte nautiche o meno, grazie al “fratello” Cristobal Colon (altra variante nome e tutt’altra storia) su commissione da pronunciarsi con forte cadenza sicula, di Isabella di Castiglia (Cattolica di Vaticano Spa) e consorte (latino cum+sorte pari sorte o insieme che dir si voglia) diedero mandato manu militari di incominciare l’eradicazione degli Indiani d’America per creare ex novo la “terra promessa” il Nuovo Mondo o corrente America way of life.
E se poi qualcuno s’intestardisse a ritenere le cose anzidette “complottarde” si quieti: don Gianni Baget Bozzo “socialista” in Vaticano ai tempi di Benito Craxi, intervistato dal grande uomo di Giuliano Ferrara sul catodico, riferì che la Beagle on America flag, altro non è che l’Aquila calva dell’Apocalisse!
E terminato il sermone complottardo (complottista by CIA depandance del Mossad stars and stripes) il video di Giulietto Chiesa. Sì certo all’epoca ante ’89 o caduta Muro berliniensis era su libro “mastro” del Kgb così le malelingue…Forse

NB. Nel farneticante vaniloquio la Spectre (spettro, nomen omen!) afferma che l’ebraismo, sinosimo madame sionismo, è parte del programma del Nuovo Ordine Mentale: de gustibus. Tuttavia “signora” studi la storia europea: siamo de facto da millenni multiculturali e multilingue, e nei momenti bui dalla fine dell’Impero romano ci univa, pensi un po’, il latino dei dotti ed anche di Mammasantissima Chiesa. Il Mossad non è più quello di una volta: mala tempora currunt!

** fero, fers, tuli, latum, ferre verbo latino: portare, manifestare, pretendere, condurre, fare, ottenere, depredare...

Chi vuole distruggere gli Stati europei?
Chi vuole più Europa

Man fotografo sin dal 1969


Ps. In America Terra Nova o in Winland (!) ci arriva quasi mille anni prima Erik il rosso Vichingo, probabilmente non della stessa “obbedienza” di Colimbo/Cristobal Colon che ne diede “imprimatur” al Nuovo Mondo (Nuovo Ordine Mondiale ante Bretton Woods o terra promessa ai sionisti). E bisogna aspettare un altro “fratello” Amerigo Vespucci a dar nome America: strano la festa nazionale Yankee sempre il 12 (12 Apostoli) Ottobre (10° mese o 5+5) 1492 ( a numeri 1-4-9-2) di ogni anno. Festeggiamenti per l’italiano Colombo (Babilonia) e non già, metti caso, George Washington primo “fratello” presidente della giovane nazione, che parla “inglese”







Mur’ mur’ (a pelo di muro)

Per un certo periodo di tempo accadevano “cose strane” in sorta di regia occulta, e non chiedete perché non foss’altro il dover uscire dalla condizione spazio-tempo umana: casistica strabordante.
E dunque una “mattina” per il centro cittadino, sotto l’arco d’una delle restanti porte del Capoluogo lucano, appoggiato a pietre faccia, zacchete, un ombrello giallo: da non dirsi la perfezione della invisibile composizione! E gli scatti a complemento poiché all’epoca portavo nello zainetto la C-5050 di Olympus, de facto una piccoletta Leica in tutto e per tutto (molte delle immagini che all’epoca comparivano su Getty images erano sue). Il resto ci interessa poco: minchiapixel & minchiapixellisti

Man fotografo sin dal 1969


Ps. Accostare il giallo ombrello, già su pietre faccia a vista del sottopasso, al prospicente muro tinteggiato quale espediente per vedere l’effetto che fa, alla Jannacci




Photo © Manunzio


Potenza manifesta

Facebook cos’altro se non la “vetrina” sul Mondo? Eccolo qui alle nostre latitudini e per l’intero Stivale. Anno Domini 2019.
Merce. Sagra paesana (come altrove) del signor Nessuno dal volto impossibile: eppure ci sono agenzie di “relazioni” pubbliche che imbellettano alla meno peggio (?!) gli anonimi e futuri consiglieri assessori… Universo modellato sui ritmi dei “social” a web. Faccia (feccia?) per l’amico ed amico degli amici. Mafia. Specchio che mette in scena il Nulla elevato a Potenza: eh che calembour paisà!
Vetrine dell’apparenza. Effimero se qualcuno ricorda il lemma, e de sinistra, inventato per l’estati romane d’antan dal sor’ assessore Nicolini. Preistoria. Sic transit gloria mundi

Mansueti, guerrieri o maneggioni?

Man fotografo sin dal 1969







Dissonanza cognitiva

Leica dunque ne propone un’altra delle sue per i soliti parvenu. E qui corre obbligo darne conto e alla lettera. Il bello di Leica, in caso di specie Q2, è il fatto che (stavolta) su la nuova arrivata, udite udite, c’è finanche Lcd: ahh che bella cosa e che invenzione, sì, ma a giorni alterni mette e toglie come gira la Luna (che controlla il ciclo delle donne). Senza dubbio oggetti da collezione, infatti ci fate pure le foto. Birichini.
E del link proposto il “test” del buon padre (che tiene famiglia) mette mano ai paragoni farlocchi (prezzolati?) con Ricoh in versione G III e l’altrettanta mitica X fissa di Fujifilm. Paragone del c…orpo macchina se parliamo di attrezzi che fanno (ancora?) fotografie. Ma siamo nel dominio spaziale, ecco, del raddoppio consonantico…fottografia che fa da padrona. Verbo fottere, e giratelo come più vi aggrada.
Di Ricoh conosciamo le sue macchine reflex sin dal tempo analogico già dai tempi della Tls+401 Anni Settanta, cui ottiche non si montavano a bajonetta, bensì a vite: si girava avvitando e/o svitando l’ottica e non c’era spasmo del tempo da perdere stile: time is money! Poi come altre volte detto e scritto la serie 500 G tascabilissima e telemetrica a pellicola, vi avevamo montato anche il motore trascinamento, che si caricava a molla tramite manovella…
Di Fujifilm omologa compatta si legge un gran bene, della Sony R XYZ nun ce po’ fregà de meno, anche perché il prezzo non è molto lontano dal brand(y) Leica.
Sta filippica per ri-dire che oramai si può andare in giro con Fufi di certo allure si capisce, tanto il suo bau bau o micio micio basta e avanza ché la fottografia può attendere. Infatti chi vuol essere lieto sia di diman non v’è certezza. E poi con i cellulari…avanti il prossimo alla Bonolis che la giostra deve girare per i tanti “padri di famiglia”…


Leica Q2


Man fotografo sin dal 1969

21-05-2019 13:03

url: permalink



Un robot industriale distrugge ininterrottamente fotografie da album di famiglia se non viene fermato dal gesto di qualcuno, in una riflessione sul
rapporto macchina-memoria-volere umano

Il pensiero dei fotografi, B. Mondadori






Il blasone

A sto punto si può vendere anche la famigerata “merda d’autore” in barattolo. E di come qualcuno sardonico ricordava a web la sparizione-riapparizione e di nuovo de Lcd su le cosiddette serie M(ors o money tua vita mea) telemetro, pari a sfere blasé Cartier/Rolex per neo parvenu cinesi con occhietti a mandorla di furetti...insomma tutto tranne che oggetti per fare di certo fottografia. Sì senza refuso e nell'attesa della prossima scatola, tipo scartiloffio napoletano o del mattone dentro per chi capisce, marchiato Leica. Tuttavia sempre in napoletano vige il sempiterno:" Ca nissciun' è fess'". Sante parole e meditate gente se vi riesce a tener testa per non spartir orecchi!

Leica Uber Alles
Staatliches Bauhaus

Man fotografo sin dal 1969



Ps. La raccontò quella volta, inizi Anni Settanta, il boss dell’Agenzia Foto Lampo su la Pretoria (cardo romano) di queste latitudini, quando andò a compre pellicole Kodak da Velotto Romano a Napoli. Per chissà quale ragione imboccato un vicolo s’avvide che due “soggetti” contromano venivano alla sua volta con pari “pacco” …ci volle poco a capire fare frettolosa retromarcia e sbucare sulla Main street…e mettersi in salvo





In questo mondo di ladri

Quando mia nipote è perplessa di ciò che dico “sempre” le rispondo: sul tuo libro di filosofia (va allo scientifico) non c’è il racconto di Platone e annessa caverna? Solo allora abbassa lo sguardo e slitta oltre…benedetta gioventù.
Sia come sia dover riportare l’ennesima “fake” è oramai abitudine in un mondo abitualmente dedito alla cazzata, falsa come l’oro di Bologna in slang locale (che si fa nero, diventa a causa della truffa, per la vergogna) naturalmente. Altro che razionalisti d’accatto, casomai d’accattonaggio con famiglia…intelligenti pauca verba come sempre

Awards in Photo Stealing Scandal


Man fotografo sin dal 1969




Il sesso degli angeli

Beh certo al corrente di adoratori, e riti di sangue innocente gran parte bambini immolati non prima di stupri inimmaginabili su altari già profanati in chiese sconsacrate[/url], luciferini parlare degli “omologhi” ma buoni angeli è suprema bestemmia: vero Magaldi Venerabile Maestro?
Sia come sia pari disputatio, che tanta parte pigliava in epoche medievali, si è trasferita per compiacere la giostra degli acquisti, manifestazione satanica, e lo spirito laido più che laico del corrente vivere (!?) su pezzetti di silicio. Ma sì i famigerati minchiapixel delle digitali fotografiche. E che altre volte, i soliti giorni dispari, stigmatizziamo, non foss’altro che non c’è più nessun problema “tecnologico” fra una trappolina per topi e le ben più grandi per fotografi very nice à la page. Più che altro, gli attrezzi, per intimorire la committenza!
Fuori un momento. C’era un fotografo ma nome altisonante (Agamennone) che alle nostre latitudini riprendeva i matrimoni con una telemetro. E si dirà: ah very fine. Sta mazza, poiché il nostro non usava la Leicà (alla francese il suo si capisce) bensì banalissime point&shoot ante litteram: Ricoh G 24x36 che pure si è usato ma in altri contesti. E insieme alle Ricoh dei flash altrettanto fuori “ordinanza” Vivitar 285 al posto dei teutonici Metz. Immagini che poi terminavano sui classici, per l’epoca, ventiventicinque e (s)quoiati album dal peso inverosimile. E vedevate voi differenze con i seipersei Rollei e sempre all’epoca rare Hasselblad?
Disputatio, di ritorno, che oltre al tempo perso non va oltre il fatto “meccanico”: mica so’ fessi gli articolisti che tengono famiglia, mutuo, corredi per figlie femmine che di sti tempi meglio specificare per chi intende…consigli per gli acquisti, va. Ecco

Full frame vs altri mondi


Man fotografo sin dal 1969


Ps. Molti video del magistarato Paolo Ferraro che una volta erano liberamente consultabili on line non lo sono più, poiché narrano di cose che ai padri di famiglaia mainstream(ing) non ci pieace far sapere: quieta non movere et mota quietare, no?



A volte ritornano (forse non son mai andati via)

Infatti mai andai via se non per “obsolescenza” programmata: da chi? Camere digitali senza mezze misure e su questo ne scriviamo a giorni dispari di ciò che usiamo quotidianamente in formato “old” 4/3 o meno in forma Camedia della mitica Olympus: come dimenticare la Epson 850 Z? Sì perché qui centra poco e niente il corrente “Heritage” della giostra degli acquisti in forte sofferenza: e accattatevill’, no? Cosa non ha importanza: accata attaca (from french acheter english to buy). Certo quando hai a che fare con “vecchi arnesi” anzitutto devi calarti nel tempo in cui furono fatti, il resto se c’è manico si vede (fotogrammi digitali) vecchio o nuovo che sia! E qui in caso di specie la deliziosa riscoperta, ecco, della prima D1 Nikon all’epoca di “solo” due milioni e rotti di pixel e dodici milioni di vecchie lire per averne una, molto meno con la Eos D 30 di lì a poco del compare Canon cui il dilagare delle trappoline digitali sino all’odierno.
Nel link molto gustoso che si posta il riferimento alla pre-view dopo scatto è fatto sperimentato ugualmente su la E 20 Olympus. Vale a dire un “work in progress” che lentamente e molto, ecco, viene alla luce…but very fine!

Nikon D1
Immagine, scattata con D1, dell’articolo poco sopra



Man fotografo sin dal 1969

Ps. Dice: Manunzio lei non cita come “alternativa” alle digitali tout court il telefonino? Si certo e non è “contraddizione” nel momento in cui si parla di “recupero” più del mezzo fine a se stesso dello spirito, non certo alcolico…




search

pages

Share
Link
https://www.manunzio.it/diary-d
CLOSE
loading