Manunzio



Le prime Fujichorme 64T 4x5 RTPII diecidodici me le passò per una prova un collega stampatore che aveva minilab e poco tempo a disposizione. Il primo lotto in assoluto veniva dalla vicina Puglia mi pare, così a memoria, il grossista Antonelli in quel di Bari, mentre in giro regnava la Ektachrome 50 T(ungsteno) pure 160 Asa, odierno Iso; emulsioni per lampade e faretti a K 3200 non già flash, pur presenti in ogni studio e usati per il Belpaese su Epr 64 fra Todde (generatori costruiti a Milano) Bowens dagli ottimi monotorcia, Elinchrome e altro.
Il set simula ciò che sarebbe dovuto essere su brochure in formato A4 per una nota azienda nazionale, così l'amico fotografo stampatore notturno: sì, quante volte a sera inoltrata consegnati i rullini di negativi, subito la stampa, o lo sviluppo delle Epr 64 Ektachrome Kodak su formato Leica e, soprattutto, Zenza Bronica ottima alternativa alla Hasselblad.
Caricato lo chassis del test su la Cambo e con ottica centocinquanta millimetri il “normale” del caso, l'esposizione è prodotto da due Nitraphoto (grosse lampadine opalescenti) una per lo sfondo su la sinistra, l'altra a destra per dare “rotondità” alla scena. Su la sinistra la sagoma in cartone di cuccuma e filo di latte della stessa materia con “schiuma” che è pezzo di batuffolo per l'abbisogna


Ps. Milano da bere, città decisamente virale in tempi andati era “tarata” su materiale Kodak(chrome) e la difficoltà della Fuji di farsi degna strada, cosa puntualmente avvenuta e succhiatasi sin all'osso Kodak, era dovuta essenzialmente al diverso tempo di sbianca-fix: due minuti in più del classico calderone E-6 (forma di pensiero unico anch'esso). E poi perché le riviste poco gradivano, ne ricordiamo Bell'Italia quando provai a mandare un servizio su due plasticoni (poco più di un formato A4 in plastica opalescente con tasche per contenere 20 telatietti 135) proprio perché “tarati” sul Kodak e non già su Fuji; fintantoché non arrivò ordine dalla Amerika: contrordine compagni, dissero, d'ora in avanti (Bel)Velvia 50 l'anti Kodachrome che ne decretò la fine poiché si trattava, la giapponese dagli splendidi verdi riprodotti, ad ogni angolo del terraqueo, nel calderone E-6 si capisce. La superficie, lato emulsione, del Kodachrome è a “sbalzo” cesellato e si nota subito, così l'impressione della Velvia 50 Asa/Iso




Archivi della memoria

Serie di seipersei Rollei d'anatan riesumate nel sistemare l'archivio analogico trasposto in digitale; quando immagini simili sul finire degli Anni Sessanta erano etichettate o incasellati su riviste di fotografia nella categoria “terza età al sud”. L'importanza del casellario veniva, secondo questi maître à penser, prima di ogni altra cosa e come cassetta di lepidotteri infilzati.
Tuttavia qui preme ricordare di come, anche con una poco agevole Rollei, era possibilissimo costruire “storie” con meno di niente, poi in camera oscura il quadrotto fotogramma sotto ingranditore Durst poteva essere “tagliato” e riquadrato secondo necessità o gusto espressivo personale con tutta la “nitidezza” degli Zeiss a corredo delle Rollei. La pellicola una collaudatissima Agfapan 100 trattata nel calderone (non era ancora in uso le tank su rocchetto nylon alla Paterson) Kodak, in lunghe vasche verticali termostatate e da 35 litri di sviluppo, che a cadenza di materiale negativo bianconero trattato, si provvedeva ad integrare con pari quantità di soluzione fresca

Ps. Il formato Leica noto come 135 aveva ed ha controparte, simil colonne di Tempio, nel codice 120 che significa Rollei anzitutto, Hasselblad Mamya etc verrà dopo, e diversamente da quello si utilizzava per cerimonie in particolar modo, e cronaca tout court. E presso Foto-Agenzia Lampo dove chi scrive ha fatto gavetta, in sorta di Agenzia Carrese strapaese, a cadenza regolare capitava un giornalista che firma il pezzo poi infisso con le foto su la bacheca anodizzata della Pretoria o Main street cittadina, e il giorno seguente, via fuori sacco postale su la tratta per Bari, le pagine interne della Gazzetta del Mezzogiorno (a volte il Roma, Mattino di Napoli o Tempo della Capitale) cui redazione cittadina era a pochi metri di distanza.



L'immagine della Salute (distrazione di massa)

Viviamo di più e meglio, forse. E si perché dovremmo mettere i classici punti non già sulle i di prammatica, ma tutto l'alfabeto di segni simboli consonanti e vocali. Trucchi contabili, partite doppie e di giro: Giovanni mangia il pollo mentre Enrico lo guarda, passa di lì un ragioniere, casomai di Casoria, e statistica + mente dice, poi, in televisione: han mangiato mezzo pollo a testa. Così va la “matematica”. Dipende da come guardi il “mondo”.
Virus tanto per farla breve mentre il cielo infoca, senza nubi di geoigegneria en plein air altro che clandestina, di metà Febbraio in tutt'Italia isole comprese alla réclame Aiazzone d'antan. Senza ricordare che si è in anno bisesto e funesto, non che i precedenti ma qui ed ora sembra mettere il turbo delle lucieferine Ur Lodge neofeudali, che intendono eliminare (bontà loro) poco più poco meno di seimiliardiemezzo di persone per godersi la Terra in “santa pace”: Georgia guide stone tanto per ricordare la cosa. I soliti quattro gatti anglosionisti a bearsi del terraqueo come prima e più di prima: conti senza l'oste dell'ultra maggioranza dei viventi e piante e animali.
Molto stupida la cosa ed anche semplice: ti metto all'angolo la Cina, sfruttata de localizzando fabbriche e bestiame umano per farlo andare, ed con un Corona + virus che è tutto un anagramma ancor prima di produrre effetti (ne fa più vittime la parola che la spada, no? giacché il Mondo è governato da simboli e segni senz'altro enumerare) ti eradico dalla faccia della Terra.
E a parte questo si converrà che l'allungamento della vita (basato su calcoli tartufeschi delle solite centrali che spacciano fake news come oro di Bologna che si fa nero per la vergogna di essere solo patina... e ragioniere di Casoria) è funzionale anche per eliminare le pensioni (pagate con trattenute nel corso dell'iter lavorativo individuale): si vive di più e meglio tenere le salme incartapecorite di bestiame umano impiegatizio tout court sino all'ultimo respiro, eccezione per i “vitalizzi” per chi intende. Certo eliminate le pensioni, eccoti i Fondi a guida sionista, idem per la Sanità su modello “amerikano” di stampo sionista pure qua. E per il restame cosa sarà mai due metri di terra come eterna coperta: sit tibi terra levis, no? No perché il giochino è smascherato: giù la maschera che il Medioevo è alle spalle, compreso le “epidemie” costruite a tavolino. E al riguardo dovrei citare una catasta di libri scritti a proposito e link e post...Ci si ferma qui con la “fotografia” della prossima esercitazione militare, guarda caso contro la Russia (uno sgarro millenario con quell'Impero d'Oriente) che insieme a Cina ed Iran han alzato, dicono, la testa. La solita guerra delle potenze di Mare (anglosioniste in putrefazione) contro la Terra o meglio Herthland: quattro gatti contro l'Umanità. Vabbene c'è l'opzione Sansone, che biblicamente muore insieme a tutti (dicasi tutti) i Filisteni-sionisti. Amen e chi vivrà vedrà

I compagni di BaAl

Zika virus (ATCC® VR-84™): un virus brevettato e la guerra biologica

Virus

Coronavirus e “guerre senza limiti”

Previsto il Coronavirus? I segreti di Koomtz

Ps. Siamo onorati di far parte della “black list” di Cia & Mossad, così come essere iscritti al club dei complottardi: la Verità vi farà liberi secondo l'ubiquo Templare Giovanni biblico



Vedete voi se è cosa...

Infatti per anni surfando su la Rete si cercava, invano, il Commissario Maigret. Il poliziotto che da noi vestiva i panni dell'insuperabile Gino Cervi (e Andreina Pagnai consorte) su le tracce che, di volta in volta, gli sceneggiatori traevano dalle novelle di George Simenon, l'autore per l'appunto di Maigret nella Parigi d'antan e ricostruita in sceneggiati televisivi Rai Anni Sessanta. E quando si accendeva il televisore rigorosamente in bianconero, la sera tutti davanti il cinescopio (novello focolare)come al cinema scorrevano i frame delle “Inchieste del Commissario” . Ma al cambio odierno gli sceneggiati di Maigret-Cervi pare archeologia paleo qualcosa. Eppure tutto si è sperimentato, veniamo da quelle atmosfere Anni Sessanta, compreso il pennino nel calamaio del banco di scuola, riempito d'inchiostro tutte le mattine dalla bidella che ne versava da un bottiglione: le Bic verrano dopo. E i quaderni Pigna avevano tutti l'ultima pagina, dov'era stampata la tabellina pitagorica, assorbente per “tamponare” l'inchiostro.
Maigret e sua Sureté, il corpo francese di Polizia oggi passata in Gendarmerie, e forse i Flic (poliziotti) sono gli stessi solerti come negli sceneggiati. Ci piace immaginare così, anche se proprio i “gendarmi” in alcune serie tv...ha più spesso le phisique du rôle d'une femme.
Bianconero scritto e riscritto come forma mentis, costume condiviso, e da qui a fotografare con la tavolozza colore dei grigi un fatto del tutto naturale. Oggi a telefonino per “emulare” la cosa si usano i filtri che desaturano i colori, e il bimbo (anche di cinquant'anni) che sta al telefonino e manda la miliardesima mail quotidiana è tutto felice e contento: casomai a tavola con amici si passa la schermata. Bambinoni conveniente alla giostra degli acquisti non a caso di nastri pailletes nani e ballerine a colori, ça va sans dire
Un'ombra su Maigret


Ps. Fino a quando erano in circolazione le cassette Vhs di Mammasantissiama Rai, che ci lucrava con il riversamento del Maigret italiano, gli episodi si vedevano sul piccolo catodico domestico; adesso riappare il Cervi poliziotto su la Rete delle meraviglie, che sembra fare il verso a quelle altre del famigerato Cacao Meravigliao di Arbore memoria: corsi e ricorsi storici, Vico a parte




Il giorno della Memoria (dimenticata che non fa comodo al Manifesto e dintorni)

Strano non ci sono titoloni, tranne qualche rimando come marchette di pubblicità, né la Segre novella madonna in giro per l’Italaglia che refuso non è a tener desta, appunto, Memoria. E infatti per gli Ebrei, certuni, questa del ricordo è appaltata al solo popolo dei Lager. Brutta cosa e non del tutto vera.
Foibe controcampo dei “titini” iugoslavi alla barbarie nazifascista, a dirla vera e della divisione/dominio del Mondo dopo Yalta. Ciò detto poi gli storici (prezzolati) di sinistra dovrà mettere nel carnaio della Seconda Guerra Mondiale anche quest’altri corpi, spesso ignari di quel che facevano. Intanto si riesumano dall’oblio della Morta memoria…E le “sardine” pronte a combattere i mulini a vento/Lega? Non pervenuta notizia, niente di che di piddini camuffati (vedasi tornata Emilia-Romagna o vittoria di Pirro) alimentatati da un Soros di turno via Davos: che sarà mai?




Quietate le acque delle querule prime pagine e fatte “sparire” le chiacchiere da bar sport tipiche di un Oliviero Toscani qualsiasi, conviene non stare nel coro. Sì perché il giullare ex fotografo della Milano da bere, sodale del Benetton, poiché saltimbanco di corte è stato “sacrificato” temporaneamente ai motteggi del popolo bue (che si permette pure di essere populista): quieta non movere e mota quietare, così gli assassini del Morandi ponte in Genova. Assassini compiacenti e scientemente operanti a conseguenza. E il giorno prima su pari altare è stato sacrificato, novello capro espiatorio, l’Ad (link sottostante) di Atlantia/Benetton/Panfilo Britannia/D’Alema et consimili. E non più giullare Oliviero Toscani, statene certi che saltato il turno del “gioco” verrà mollemente recuperato dal “compagno” Fazio nel sulfureo studio di “Che tempo che fa”. La Casta è Casta, no? No!

Autostrade, Giovanni Castellucci si dimette da ad di Atlantia: buonuscita da 13 milioni di euro
Oliviero Toscani Uno e Due
Diego Fusaro “Le sardine hanno scelto la quieta servitù alla pericolosa libertà

Ps1 Il limite che non doveva essere superato il Toscani non solo se n’è sbattuto, ma soprattutto ha sputato in bocca alla Morte per averla scampata sul ponte: ipse dixit. E la Signora in nero ne siam certo chiederà conto dell’oltraggio subito con la sua Falce

Ps2 Di come la Casta si autoperpetua e dai “populismi” tiene cordone è nell’espressione di un sodale a nome Gastell circa il Toscani: cane non mangia cane. Roba da cani

Ps3 Al Toscani Gastell ha, in una di quelle turpi adunanze nientemeno che Lectio magistralis o stile Marchese del Grillo, concessa tessera AFIP ai sensi dell’art. 6 dello Statuto AFIP, tacendo su quello concernente l’art. 15 del beffardo statuto Association Italian Photographers International,populismo di riciclati sedicenti artisti (rimettono ad arte in circolo da magliari foto di tessuti e modelle d'antan lo Spaccio della Bestia)



Aqua de Marco

E grazie a questo tempo marzolino, con largo anticipo, che papariann’ (indugiare) nello studio nel mettere “ordine” a parte della libreria (Manunzio uomo di libri è) strabordante all’inverosimile, mentre domestici parenti come Avvoltoi rotanti in attesa di una qualche distrazione per riempire la raccolta differenziata…(nemo profeta in patria, no?) da una busta cartonata due stampe, esemplari di provini per i tanti progetti che gonfiano i cassetti, stanno sul punto di cadere e afferrati al volo (specialità Manunzio) portano ad una pausa pensierosa (altra specialità della casa) di cose che da nove anni in qua si posta a giorni alterni. I minchiapixel che da qualche tempo non scriviamo più. Stampe in formato trentaperquaranta, file di compatta Olympus C-5050, che si è upgradata e ne parliamo prossimamente. Un trentaperquaranta su carta “rag” straccetti cotonati à la page stampati in quel di Milano in sorta di pre-press. Ora se vista (delle due stampe la bianconero che è meglio) a debita distanza, secondo canone codificato, sotto vetro ben difficilmente si noterà la “sgranatura” notturna dell’immagine (sotto c’è solo matematica binaria). A parte questo, l’obiettivo è raggiunto, anche perché messa in rete (dove uno poi ci gioca ingrandendo sino all’ultimo pixel per dispute serale a bar sport) l’immagine di qua e di là dell’Atlantico mare, piace. Touché e questo è una fotografia che “piace” Print Viewing Distances and Print Resolution


Ps. L’immagine con diagonale, misurata con metro a filo da Capomastro, prossima ai cinquanta centimetri andrebbe vista ad una distanza teorica di 1,5-2 volte questa. E anche così la conta dei pixel o la “sgranatura” lascia il tempo che trova in considerazione che, sotto vetro con abbondante passe-partout del caso, ancor più risalta l’attimo fuggente di una sera di pioggia; immagine prodotta d’una “semplice” compatta la stessa usata da Alex Majoli della Magnum Agency



Oliviero Toscani, un provocatore seriale

Il notorio personaggio nonché ex fotografo a ruota libera ne mena un’altra delle sue bravate, ultima in ordine di apparizione, quando tempo fa a radio, accusava i Veneti di essere “tutti ‘mbriachi” salvo poi aggiustare la boutade. Al cambio odierno il Toscani nazionale (sempre osannato e glorificato da sinistra) se ne esce con: “ma a chi interessa che caschi un ponte”. E questi è ovviamente il Morandi, dove l’ha scampata insieme con il figlio: bisogna aggiungere altro? Lo sprezzo di Casta una volta sarebbe terminato sotto casa. Mala tempora currunt sed peiora parantur

La frase detta in radio dal fotografo ('A chi interessa il crollo di un ponte'?) ha fatto infuriare tutti. E monta l'hashtag #anointeressa


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NO WORD


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Sardine sotto...Benetton e Oliviero Toscani

Immagine contemporanea o dell’Eterno ritorno, a bomba. Sardine o le simpatiche canaglie in ogni talk show ivi l’Annunziata catodica. Solfurei esseri, questa e quelli, della diversificazione, a chiacchiere, esempio luciferino del Kapitale (as killer) nel diversificare la merce, uomini compresi, che intendono perpetuare ab libitum il debito babilonese. E quando uno è in debito (manu militari) difficile si ponga a filosofeggiare, anche se, in Francia accade tutt’altro e guarda caso il mainstream(ing) cancella con stesse virulenze manu militari: dopo la Brexit c’è da capirli.
Sardine dunque, forse alla loro Pontida per ricevere (meglio consacrare come novelli cresimandi d’antan) la successione o staffetta post 5 Stelle, che non servono più, e i numeri elettorali confermano; fatto come il precedente Idv (Italia dei Valori) di Di Pietro teso ad evitare la tracimazione popolare; di un popolo che tranne alcuni giapponesi nella Jungla, poco inclini ad arrendersi, è merdaglia che si compra con un Amadeus gratta e vinci o un centesimo di Euro, anche ob torto collo. Insomma: io speriamo che me la cavo di Fantozzi memoria (a scapito degli altri).
Il Potere squamato, riescono con apposita frequenza a nascondere la loro immonda fattezza rettiliniana ed apparire tale e quali uman(oidi) bipede, arruola ora ora Sardine e poco gli frega: come prima più di prima. Solo che il Mondo è multipolare, gli piaccia o no. E serve poco mostrare i loro petti in Europa con esercitazioni militari a Marzo (Idi famose?) vs la Russia, che a fianco ha la Ciana di là e di qua Iran...E c’è da chiedere: le Sardine come i famigerati Caschi Bianchi di Stampa & Regime? Tutto torna, ma il Tempo Galantuomo è. Sempre


Ps. Sardine fra Luciano Benetton, sinistra immagine, e il finto essere a nome Oliviero Toscani, solito ex fotografo sputacchiare nel lauto piatto cui attinge ancora carriera sottoscritta sangue, come novello Faust, al Padrone delle Tenebre. Essere in palmo di mano, adorato e glorificato dai sinistri cosmopoliti de sinistra alla "Che tempo che fa": quelli dell’aborto eutanasia prostituzione e droga mirabilmente impresse nelle Nuove Tavole della (loro) legge a nome Georgia Guidestone per l’aere maligno. Luciano Benetton benedetto da un D’Alema e sodali con scellerate privatizzazioni, firmate sul Britannia della Brexit ante litteram a nome e per conto delle Ur Lodge neo feudali di un Prodi (papabile neo prossimo Presidente della Repubblica post notaio Mattarella via Bruxelles trazione Merkel) Ciampi (promosso finanche Presidente della Repubblica dopo le scellerate contromisure, svalutarie di un sempiterno Soros speculatore) Draghi e topo sottile Giuliano Amato non meno papabile di quello: sinistri traditori del bue popolo italiota.
Luciano Benetton di Atlantia alias Ponte Morandi di Genova, dove è scampato il sodale Oliviero Toscani come riferito in prima persona all’indomani della tragedia, quando un guasto alla moto con retrostante figlio in sella li salvò dal “folle volo”. Sardine sotto protezione, quinte colonne del Pd (Partito Demoniaco) che pensano di bissare la pagliacciata dell’Emilia-Romagna a scala nazionale: sceneggiata da impallidire Mario Merola maître della sceneggiata napoletana



C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi, d'antico

E certo non ci riferiamo all'Aquilone di scolastiche memorie, quanto, sopratutto, in questi giorni di distrazione di massa planetaria, come non si era mai vista. Balza agli occhi anche del più sprovveduti (a telecomando) che qualcosa di nuovo, per l'appunto, veicola per l'aria tanto odierno a dirla tutta, che pare antico.
Chiariamo subito per chi si imbatte in questo Diary, che apparteniamo de facto alla schiera dei cosiddetti “complottisti” per il semplice fatto o arco riflesso, del chiedersi ogni santo giorno: i perché. E in quanto fotografo nel percorrere, sempre e comunque, altre angolazioni, o narrazioni del caso che dir si voglia. A capo quindi.
Siché senza dubbio ciò che passa il catodico, reti omologate al Pensiero Unico imperante ma non ancora vincente, deve somigliare le attuali vicende a quella primigenia battaglia “celeste” che vide i soliti Buoni contrapposti ai Cattivi, attivissimo compreso. E che vide quest'ultimi soccombere e per punizione, ecco, lasciati in prigione su questo terraqueo: vero, falso? Verosimile senza dubbio. Sia come sia evidente che il “Sistema” babilonese ad usura sta collassando, basti osservare l'Armageddon Mediorientale: Siria ma ancor più l'ineffabile Iran, cui spalle sornione sta la Cina e mica tanto la Russia. In parole molto povere (forse) si assiste alla fine di un Mondo unipolare a guida Stars and Stripes e masnada di Sion vs il resto dell'Umanità. E proprio la rediviva Sars cui anagramma contiene: ars-arte, infatti ci vuole certa dose di arte a far quel che è stato e al corrente, pure. Arsa altra scomposizione che fa rima con “fuoco”, poi ardere...tutto questo senza dimenticare oltre ai “polli” veicoli dell'infezione polmonare, si disse all'epoca, che il focus era la Cina che, guarda caso, è pure l'odierna landa del redivivo parente della Sars, al secolo Corona + virus. Anagramma che danno, scritto proprio così alla lettera quale danneggiamento: rancori, cranio, nocivo, caos, nuca (tra capo e collo!) ano per l'abbisogna dell'appoggio. E fra le tante pure urna, che di certo non è quella elettorale, casomai di foscoliana memoria per chi intende, ché il Mondo è governato da segni e simboli...non da virus dal sen fuggiti letteralmente. Intelligenti pausa verba
Pandemia. Il business del terrore
Coronavirus e “guerre senza limiti”

Ps. Siamo ad appena il primo mese del 2020, anno Bisesto e che mai e poi mai si dica funesto: Qasim Soleimani abbrivo


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In-quadrare

Composizione s. f. [dal lat.  -onis, der. di componĕre «comporre»]. L’atto, l’operazione,  del comporre, cioè del mettere ordinatamente e organicamente insieme; e anche il risultato di tale operazione
Nelle arti figurative e in fotografia, il modo in cui sono distribuiti, organizzati e messi in luce i varî elementi figurativi, con riguardo soprattutto all’unità stilistica.

Più di così la “meccanica” del vocabolario, seppure Treccani, non va. E c'è da capirli, anche perché non è semplice. S'intende dire che dopo l'in-quadratura (mutuata dalla pittura e la dice lunga di come la fotografia non è un pero caduto, così, da un albero dell'Arte e la cosa è troppo lunga a dirsi) di certo non meccanica pure qua, con buona pace di un Vaccari e suo inconscio tecnologico pensa te, la tela del comporre (atto finale diciamo) è tutt'altra che semplice passeggiata. E nei secoli sono state date coordinate per in-quadrare quella “cosa” che si para davanti agli occhi (immagine della mente come dicono i freddi e algidi pensatori nordici?) e dargli senso. Vabbè si fa notte: il regista/sceneggiatore scrive quel che vuol rappresentare in “movimento” altrimenti cambi mestiere o si dia alla radio, sul set. Tutto a posto completo, no? Niente affatto c'è l'arena del montaggio, che non è altro fatterello “meccanico” manco fossimo in un officina di riparazioni (!) a fare bianco il nero e viceversa: qui non trattiamo della cosa, solo e sola - mente per dare idea di come il girato del caso, poi è in-quadrato nel prodotto finale. Certo fatti di stilemi codificati, però visto che siamo nell'anno di Fellini...
Viceversa al fotografo che tale voglia dirsi, sempreché le logore parole ancora conservino lacerti di senso anche comune, deve darsi regole e contro regole: queste non prima di aver assimilato quelle sino allo sfinimento di c...E se pensiamo che in-quadrare è uno step...e si lasci in pace Pornoshop e suo compare il Raw “che tanto s'aggiusta tutto a computer” sta mazza! Casomai s'affina a volerla dirla tutta, così un buon vino già sul filare...

Ps. Si parla di composizione una “cosa” che è poi il linguaggio fotografico: bestemmia per gli imparruccati bardi della penna-animale che ancora non si capacitano dell'invenzione della Bic-Modernità, figuratevi il resto

Pss. Il correttore ha "sistemato" Pshop in Porno...eccezionale come se il soft (dotato di inconscio tecnologico e diamo al Vaccari ciò che è suo) azzecca il recondito di Manunzio che scrive, e non cancella, poi uno pensa ciò che gli pare: errore di stile come l'acqua al momento giusto su la vite


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Memoria non condivisibile

Quante volte ho allestito mostre all'Archivio di Stato in Potenza dedicato al giorno della Memoria? Poi a venirci ragionando su, come un tarlo, sul perché dedicare la “memoria” solo e soltanto ai cosiddetti Ebrei: forse di sangue diverso dagli altri umani poi sprezzatamene definiti Goym, ossia schiavi? No non più e dedicare tempo ed energie agli “ebrei”. L'uso delle virgolette è dovuto al fatto che dovremmo dire certuni ebrei, che han lucrato alla lettera sul sangue dei propri correligionari per fini scellerati ed immondi. Ma quand'anche non fosse così è la “benemerita” Wikipedia, sponsorizzata sempre da certuni ebrei e non si sa se erranti e/o globalisti della peggior specie, alla Soros qualunque, a darne conto. Wiki che ci mostra che nei Lager oltre agli ebrei contraddistinti dalla Stella di David in campo giallo, c'era tant'altra parte di umanità dolente e morente che c'entrava poco o niente con quella stella: di quest'altri chi li ricorda?
Spiace dover constatare ancora una volta che gli ebrei, da ultimo utilizzanti come sardine contro l'Orco-Salvini-Sovranista ad effetto e pure neo dittatore, si svendono come quella Segre in passerelle mediatiche (prima dov'era?) sul sangue di innocenti tout court martirizzati in Lager in chiave anti-Salvini anti sovranista ad acta un Sors qualsiasi. Ma il gioco è smaccatamente scoperto, e poi banale domanda: quando saran passati a miglior gloria i “sopravvissuti” terminerà la giornata della “memoria”? E l'odierno Lager a cielo aperto della striscia di Gaza messa su dai “buoni” ebrei, certuni? E del massacro degli Yemeniti e...solo a dar uno sguardo al Novecento di campi di concentramento, eh che avessi voglia molto e più degli “ebrei”. Meno male che il Tempo Galantuomo è. Sempre
Il Genocidio dei Rom (o Zingari) in Europa, 1939–1945
I campi di concentramento
Rom e Sinti, Agnone: il campo di concentramento a loro destinato e la memoria rimossa
Le altre vittime dell'Olocausto
Risiera di San Sabba
Massacri delle Foibe


Ps. In ogni ora del giorno e su reti omologate va ciclica la cosiddetta "storia" di Hitler come colui che "materialmente" ha posto fine a milioni di uomini e non solo ebrei. La vulgata televisiva tende a quietare le domande imbarazzanti: ma chi ha pagato Hitler e certo Mussolini non meno che Stalin per tacere di Lenin? Troppe zone grigie del Novecento che, fino a quando non portate in luce, mai daranno pace a tanti innocenti passati per i camini e non solo dei Lager dell'Occidente giudaico-cristiano-greco-romano, al netto del silenzio di tomba di Vaticano Spa



Metropolis (seconda parte)

Siché se in precedenza, fatto mente a quel Benvenuto campeggiante sinistro di landa metropolitana, una qualche coordinata s'è data per inquadrare il Portfolio di Manunzio, l'odierno step di riflessi-pozzanghere, declina Metropolis con immagini (metodica d'archivio così nel corso degli anni insieme alla fidata Olympus C-5060 WZ, poiché non servono pixel stellari e più del necessario) specchianti. Riflessi d'acqua di città stran(iante) dove l'elemento sorpresa rarefatta gioca, in controcampo, la apodittica – mente realtà quotidiana. E in barba, ecco, al rasoio di Occam venticello sotteso, sberleffo al diuturno politically (in)correct; soprattutto, e non meno, specchio (silicio) che trattiene il rifratto e capovolto delle pozzanghere. Caleidoscopio d' altri e altri ancora paesaggi nel fondo della memoria. E come in tutte le immagini di Manunzio (si presti occhio) alle correlazioni fra primo piano e sfondo; le “ombre” in apparenza, quando un contorno o silhouette è tutt'altro che banale “rappresentazione” giacché come il Piccolo Principe di Saint Exupéry: “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”


Ps. Su la sinistra la sagoma d'orologio impresso su l'asfalto come “sorpresa”
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