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Fotogramma di Tano D'Amico d’un poliziotto in “borghese” che spara su manifestanti, vexata quaestio se di sua sponde o eterodiretto per quella che all’epoca era la DC (Democrazia Cristiana, odierna Forza Italia e cespuglietti vari) era chiamata strategia opposti estremismi: destra e sinistra. Teorema per continuare a papparsi lo Stato detto italiano


Tano D'Amico fotoreporter

E di questi tempi ardenti di Haarp e tecnologia, diciamo aliena, alterante il sempiterno clima, da fatto ben più che naturale na jattura; tant’è che è già pronto il vaccino, e chi ne vuole altre info si abbeveri, ecco, su la Mirabilia Rete, che l’altro giorno a causa “fail” si è bloccata per il terraqueo.
Caldo, mare, rincoglionimento eterodiretto di chi ha abbracciato ‘o sistema, reo dimentico di anni antagonisti ma che gliene ne po’ fregà de meno.
Sicché mentre ve ne state a preoccupà di cosa mettere in tavola il post quotidiano (non di solo pane vive l’uomo, Luca 4.4) basta il volto di un fotografo, Tano D’Amico a far andare indietro la memoria, che non tace mai. Immagini tutt’altro che passate.
Non c’era ancora l’ipocrita dizione del politically correct: street fotografi che significa cartoline in posa, come certuni decerebrati fotografi che pensano così, senz’arte ne parte, di scimmiottare l’americano vedere (non conformatevi alla mentalità del tempo, Romani 12.2). Fototessere, però very nice Stars & Stripes che non se la passa bene con tanto di rimbambito presidente.

“A ponte Garibaldi Roma, e le 20 sono da poco scoccate, Giorgiana Masi si accascia a terra colpita alla schiena da un proiettile”

Tano D’amico fotoreporter, quindi, reportage a completare quanto sopra, che pure pubblicava sue foto sul Manifesto giornale d’una volta, scritto da gente che conosceva la lingua italiana. E a noi? C’eravamo, a modo nostro, in quelle foto.
Ora per gioco di rimandi gli accadimenti d’allora scorrono in odierni frames à la page; cronaca tristemente nota e sua vittima sacrificale (si scrive tutti i giorni di omicidio rituale, non a caso) diciottenne inconsapevole a nome Giorgiana Masi. Presente!
Ancora, scordatevi Internet et simila che non esistevano, i fatti in film venne girato, mi pare di ricordare, assemblando metri di pellicola fra SuperOtto Sedici-millimetri e qualche spezzone televisivo, tutto ad opera di Radio Radicale. E da giorno di vittoria corale, vabbene Marco Pannella e Radicali in primis, sul fresco disegno legge per divorziandi (a distanza se ne capito, purtroppo, la luciferina portata ma ci pareva una questione di “civiltà” anche se aveva ragione il camerata-fascista di classe al Magistrale Antonello Crisci...vedrai dopo il divorzio, l’eutanasia, la droga libera…) trasmutò alchemicamente via sozzi grembiulini di lorde mani in sangue, ancora, sacrificale. Vale a dire? Il film dei fatti in narrato in sedici millimetri girò l’Italia e, qui da dove si scrive, si proiettava in ogni dove e Manunzio si prese regolare denuncia.


Denuncia passata fulmineamente in tribunale (c’era Kossiga, scritto con lettere Waffenstaffel, al Viminale, Ministro degli interni; il Gladiatore della Stay-Behind) E qui fu l’apoteosi, sì, perché insieme Manunzio c’era altri compagni e la proiezione avvenne nella “Piazzetta del Pesce” di questa landa, fatta erigere nell'Ottocento dal Duca della...Verdura.
Sia come sia un vecchio avvocato socialista perorava la causa. Un’arringa cinematografica. L’avvocato cui a malapena ricordiamo sembianze ancor meno patronimico, smontò l’accusa consistente per Manunzio nel non avere il “patentino” richiesto, però, solo agli operatori di sale cinematografica. Ancora, contestò che la piazza, il luogo della proiezione era stata autorizzata (già previo richiesta scritta) dalla Questura….e questo e quello...la libertà di espressione e denuncia...immaginate per un attimo l’atmosfera del tribunale ai primi del Novecento passato a miglior gloria. Non aspettammo molto per la sentenza...poiché il fatto non costituisce reato!

https://www.arengario.it/tano/homepage/biobibliografia.htm

https://www.youtube-nocookie.com/embed/Wvjo9aBWiuw

https://www.giornaletrentino.it/video/2.277/chi-uccise-giorgiana-masi-la-verità-che-si-fa-ossessione-1.1216422



Ps. A cadenza nei cosiddetti “cineforum” parrocchiali o tipo Fantozzi della Corazzata Potemkin  di Ėjzenštejn, era uso intrattenersi (indottrinamento?) con film in 16 mm su macchine della Fumeo, proiettori “cattolici”. E le pizze (bobine) si andava a prenderle (Manunzio, eh) dalle suore di San Paolo allora sulla Main-street sempre di questa landa. Film “ridotti” (da 35 millimetri originali in 16 mm) di classici italiani e non per il Fumeo, ché di certo non si poteva portare in giro (!) macchine da proiezione per sale cinematografiche





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