Manunzio

Nero muove e vince, forse

Cambiando l'ordine dei (ad)denti il risultato non cambia, così il manthra scolastico della “matematica” che fa ragionare, con i piedi. E così questa estate scorre tra puttanate del catodico e coglionate a man bassa pandemici: chi si diverte gode. E mo' vai tu a sapé se così è se vi pare, che Pirandello ci viene giù di buon mattino cacio sui maccheroni, ecco.
Un volta era lo sporco negro oggi il bianco, maschio fate bene attenzione che le femminine invece sono uteri, questi si, in affitto per generare una razza bastarda utile al Capitale: altro che sottoproletariato di marxiana memoria. Cazzate per l'appunto ma che la giostra degli acquisti scientemente costruisce step by step. E dall'inglese all'America way of life il passo è breve. Un'altra del Potere, che gli frega una mazza di questioni colori-fiche della pelle, del sempiterno Divide&Impera coniato da quei primigeni “amerikani” cum scutum et gladio: romani contadini che sapevano ben usare le mani; infatti. Facitori del global way of life a base latina. Solita boutade? Può anche darsi, però ci occupiamo, come al solito, d'immagine. America& Immagine a dirla per intero. Hollywood, party si può aggiungere senza scomodare Peter Sellers dell'omonimo film.
Amerika degli Antifa(scisti) prezzolati e teleguidati. E in Rete c'è l'imbarazzo delle verità opposte al mutismo del catodico: ben fatto Soros, front end di squamati ed indicibili esseri che muovo il palco del Mondo (cane che ci ho sotto i piedi di Faletti memoria a Drive-in passato in cavalleria).
Suprematismo Nero è bello? Ma sì certo, finalmente una Dark Lady su la Fiera della Vanità, ecco, fotografata la nera bogomba da un fotografo altrettanto nero: art director? Bogombo nerissimo, e impaginatore altro bogombo nero nero. Tutto Nero. Faccetta nera si è messo in proprio: brava e si e detto e scritto l'altro giorno. Bogombi di tutto il Mondo unitevi e...attenti alle chiappe, già perché il Potere bianco-nero-giallo-turchino...passata la sfuriata iconoclasta torna come prima e più di prima e via robot: benedetta Babilonia e usura bimillenaria. L'ora delle Tenebre!


A Vanity Fair First: Black Photographer Shoots Cover
https://www.rangefinderonline.com/news-features/industry-news/a-vanity-fair-first-black-photographer-shoots-cover/[/i]

Ps. Tutta sta ammuina per far vincere un arteriosclerotico bianco (!) a nome Biden: so' ragazzi a telecomando sti ameri + cani via bonaccione Soros e altri del backstage Stars & Stripes

Last Update

“L'analfabeta del Futuro non è colui che ignora l'alfabeto bensì la Fotografia”. Inteso come strutturazione, codice con tanto di grammatica/sintassi signor Roland Barthes e segaroli associati. Divenuto un manthra, ripetuto da mane a sera al cospetto dei tanti eterodiretti dal catodico e via smartphone, eccone la dimostrazione solare di come il caso “nero” americano si dimostra in tutta la sua abborracciata costruzione, senza dire: ma che influencer borgataro prezzolato ci ha Soros & Co?
Breve: sottoscritto, come di prammatica per ritornarci poi in un secondo momento, arriva l'avviso del Dario Photo blog, il fotografo della Nera copertina di Vanity Fair. E dato consenso alla richiesta di iscrizione: tadaaa il sito is Expired. Siché meglio tradurlo letteralmente dal latino: (e)spirato. Termine tempo. Morto: bisogna continuare?
Le bugie signor Soros hanno le gambe corte. Sempre. E altrettanto il Tempo che Galantuomo è. Sempre. Eppure bastava che negli Anni Sessanta (lei ex nazista interdetto dal risiedere nella sua Ungheria) fosse interdetta l'istruzione universale, e al corrente Internet de Noandri, senza spendere patrimoni in (finte) campagne di “dritti” per avere appecoramenti inimmaginabili, tanto in Amerika quanto nel Vecchio ed esausto Continente: gli errori, come vede, si pagano Soros front end di entità “aliene”. Giù la mascherina, pandemica o meno che il gioco, qui ed ora, è terminato. Anzi no: Expired


Nb. Nell'immagine UNO la richiesta di conferma sottoscrizione, mentre nella DUE il risultato della “costruzione” Antifa in chiave anti Trump e non solo, dei soliti babilonesi “a debito”
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