Via Crucis e Pietas popolare




Non c'era ancora la televisione nelle case e la Settimana Santa è scandita per tutta la giornata da musica classica, intervallata da giornali radio.
La vaporiera sul primo binario sbuffa gli ultimi attimi mentre il Capostazione dà il segnale di via libera tra fischi e fumate del treno. Il segno di croce della nonna è tutt'uno con l'abbrivio. Tra gallerie cittadine, serpente di curve, il treno scende la Valle di Vitalba. L'aria non si decide sospesa tra nuvole sfilacciate e caligine del giorno. Rionero e finalmente Barile a capolinea. Le strade del borgo sono piene di gente, e tutto è bianconero. La tromba il rullo di tamburi il corteo avanza: Caifa i Sommi Sacerdoti, Pilato drappelli romani e il Nazareno a piedi nudi. Poco in là Madre Maria. Emaciata e vera, la nonna e le amiche presenti raccontano digiuni da tre giorni per la parte. Il cielo ora si fa cupo, silente, sul battito della gente pare fermarsi

Man


Ps. Nikon F4S e ottica f 2.8 35/70 in Program e completo autofocus (su centinaia di scatti due solo fotogrammi fuori fuoco) per non farsi distrarre da controlli pur necessari tecnici. Pellicola Ilford HP5 alla sensibilità nominale 400 Iso, trattamento in Microphem Ilford; conversione digitale via Olympus E1 e ottica macro, elaborazione via Photoshop/Tonality
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