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Derive...


Photo © Michele Annunziata


Abstract
a my photo on web, from old site, an unexspected surprise during my searcing on Google: image appears on Pinterst and user mark it as “image of inspiration”.
Backstage. In my town, a place as many others on Earth, a day I have selected during the shooting an moment of lifestyle, I would never imagined that a user later then mark it as that it "emotional".


"Deriva s. f. [dal fr. dérive; v. derivare]. – 1. Trascinamento, da parte di una massa fluida in movimento, di un corpo galleggiante o immerso in essa, rispetto a una superficie fissa (fondo marino, superficie terrestre). Con sign. specifici: a. D. marina, d. aerea, rispettivamente, lo scostamento dalla sua rotta di un natante per opera delle correnti marine e di un aeromobile per opera di correnti atmosferiche. Andare alla d., di galleggiante abbandonato alle forze dei venti e delle correnti; fig., nell’uso com., con riferimento a persona, abbandonarsi al corso degli eventi, cedere, senza capacità di reazione, a una sorte infelice."

Qui nell’accezione plurale, e nel senso di navigazione. Proprio così, o di quei arcani che ti fan imbattere in una foto, che avete dimenticato, e parte del vecchio sito.
Un uomo e suo cane dietro su muro una finestra, rimaneggiata con texture. Effettaccio oggi, col senno di poi: ma tant’è.
E sorprende che qualcuno, segnando l’immagine, ne trae motivo di “ispirazione”: che dire?

Pinterest Photo

Man


Ps. Nudo e crudo la sintesi poco sopra e da Treccani. E tuttavia già da un paio di anni, una sorta di prova del nove esponenziale, su uno dei tanti siti fotografici, le immagini postate ricevono attenzione, statistica alla buona, da ogni parte del Mondo cosiddetto e con prevalenza, certo, Europa del Nord. E, quasi contraddizione, qualche lusinghiero commento, più degli uomini sono le donne. La qualcosa ci insospettisce, e non poco, nutrendo nei confronti del “gentil sesso” tutt’altro che rose e fiori, su un piano che non ha niente a che vedere (e sparte) con il letto psicanalitico. Per chi intende

Routine



Photo © Michele Annunziata


Abstract
living in a city or small town concern only squared numbers of surface. Daily coaction “lifestyle” for all inhabitant for usual brainwash from brodcast television, mobile or screen computer, that dictates human behavior. Coded habits. Routine.
Like when a bus, and you're also there, the driver not paying attention, change as a robot the usual journey. Except for the fact the driver, go back. as nothing had happened


Muoversi in una città, che sia grande o piccola non ha differenza se non nella modalità del tempo, con mezzi pubblici è l’incontro quotidiano con varia umanità, e ben diversa dallo streaming inscatolato la tivù domestica, più ancora su monitor mobile o stanziale.
Abitudine e forma mentis, indotta da comportamenti studiati a tavolino nottetempo, da menti raffinatissime direbbe ancora Falcone&Borsellino.Innesco oltre la catena esistenziale, fordista d’un tempo. Coazione, ripetizione, a scala urbana diversificata per numeri. Null’altro.
Ecco, numeri. Vite sovranumerararie c’è chi dice, malthusianamente, come quando l’autobus quotidiano, cui pure fate parte per scelta lasciata com’è per sempre macchina e patente con altri numeri, compie un giro diverso dal solito tragitto: il coro da tragedia, certo non greca, d’operai-impiegati-studenti richiama al “solito” tragitto il distratto insonnolito e assente, che pare ossimoro, autista, il quale come niente al primo cantone svolta e ritorna sui propri passi: perduti.


Man

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