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Tre centesimi di euro: così tanto framassoncelli di borgata?




E li porto con me dietro: tasca destra del jeans sul culo. Ora che si valga secondo costoro tre centesimi è un lusso, giacché non abbiamo casa né auto né titoli di Stato nascosti (vero avvocato Pagano, la famiglia gode ancora salute?) e nemmeno automobile: di cosa parliamo? Le carte al Tribunale di Potenza oh incappucciati per quanto ancora andranno “perse”? E delle mazzette, che di questo si tratta, dell’ex Biblioteca provinciale di C.so XVIII Agosto il “cantiere” infinito (già costato quindici miliardi di vecchie buone lire e due denunce dicembre 2014 e febbraio 2015 fatte "sparire" dal tribunale potentino) che va avanti da sedici anni e mai terminato: che dite?
E della consociata ex Monopoli (gli stessi attori e magistrati e polizia, carabinieri… del poco sopra detto) Demanio pubblico prima venduto ai privati, poi da questi in rifitto (!?) al venditore Ministero per i Beni Culturali con l’avvallo del Tribunale potentino o Tribunale Amministrativo Regionale Basilicata e consenziente ufficio demaniale Matera-Bari-Roma che ne è?
E delle denunce contro magistrati potentini presso la Procura di Catanzaro competente per territorio su gli incappucciati potentini, cosa si sa: “perse” anche questa?
E di pari denunce per ricordare il clima da Far West del Palazzo di Giustizia (!?) ma questa volta, e per altri aspetti, di avvocati contro i “togati” in Potenza, anche queste archiviate?
E delle “segnalazione” del Presidente dell’Ordine Forense in Potenza Sarli contro il magistrato Leonardo Pucci, che ne è stato? Ha beneficiato di “trasferito” nella sua “rossa” frammasonica-luciferina Toscana quale premio anche contro chi scrive?
E del Magistrato Isabella Tedone che a verbale “omette” già d’una sentenza eterodiretta (Venerabile Maestro: chi?) la chiamata dei Carabinieri contro chi scrive: Carabiniere che si è mai saputo chi fosse (attore?) inconosciuto finanche (con lettera protocollata) al Comandate Stazione Carabinieri in Potenza?
E dell’Avvocatura dello Stato il duo tragicomico avvocati Mutino&Operamolla (nomen omen!) che compiono atti depositati presso il Tribunale ma squisitamente avverso l’art. 375 Codice Penale o della Frode processuale (infinocchiando i giudici che pure ci stanno) e depistaggio?
E…me li fate trovare i centesimi lungo il tragitto quotidiano: quindi mi spiate nell’arco del giorno e quando serve anche con telefonate anonime !
Il giochino è terminato è non vi resta che assoldare un sicariuccio da quattro soldi (tre centesimi di euro pure a lui?) e di borgata come voi armato e che agisce in vostra vece vigliacchi come siete: o un automobilista che “sbadatamente” mi investa lungo le strade cittadine…Comunque non ci fermerete MAI

Man

“Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui” Ezra Pound


Ps1. Vedrete ora come gli incappucciati e del Tribunale di Potenza imbastiranno qualsiasi cosa dopo aver “visionato” queste poche riga come già altre volte. Basta attendere e si vedrà

Ps2. Combinazione astrale senza dubbio se a seguito dell’articolo di Basilicata24 il cantiere interessato per la quarta volta da operai che lì non dovrebbero starci, perché la magistratura inquirente a salve avrebbe dovuto sottoporre a sequestro cautelativo il cantiere già di ripetute denunce…che di certo ci saranno pure nel Tribunale potentino, ma va tu a sapere dove finite…

Ps3 Notazione servizio per incappucciati Tribunale Potenza: il copia & incolla e manipolato della presente, come in precedenza, a testa di cane non serve poiché conserviamo copia backup...non maipolata

Ps4 Tutto quanto riportato e da anni è già a conoscenza (persi pure questi?) il Tribunale quali memorie difensive dette 416 e 416 bis, numerologia (!) che richiama il pari reato da Codice Penale, ossia: Associazione per delinquere e aggravata mafiosa

Io c’ero parte seconda




Abstract, italian youth on imaginary road of terrorism named Brigate Rosse (a left-wing terrorist organization)

I gradini stretti e ripidi dopo la porta a vetri immette alla legatoria D… e tutt’intorno quanto occorre per rilegare libri riviste giornali e quant’altri. Vi arrivo puntuale al secondo trimestre a ritirare i libri cui copertine ho immancabilmente distrutto: non certo per la lettura.
A volte nel laboratorio vi arriva il figlio del rilegatore, e come lui minuto lo sguardo triste sperso e tirato. Chissà cosa o perché ma non ha mai giocato con noi del larghetto cui prospetta la legatoria, e siamo un drappello rumoroso che spesso e sovente dà preoccupazioni ai grandi presi ai loro traffici. Certo che il tempo scorre, a volte non ci si accorge che qualcuno, semmai studiando fuori, all’università di Roma o del Nord ha incontrato per strada quello che uso dire “cattivi maestri”. O forse no, ché si è “autoconvinto” alla lotta di classe prima ed armata a complemento la soluzione: palingenesi. E gli Anni Settanta (tra blocchi Russo& America che pari sono quanto a potenza imperiale) sono anche questo. E la prigione, sì, perché il figlio del rilegatore pare sconti anni di carcere non si sa dove come fiancheggiatore delle “Brigate Rosse”.
L’altra anima persa in palingenesi catto-comuniste che ne segua pari sorte è una ragazza uscita dallo Scientifico di via Mazzini, extra cinta centro cittadino, dirimpetto la nostra scuola media popolare (altra della borghesia cittadina sta in alto, tanto fisico che sociale, nei pressi della caserma dell’Arma dei Carabinieri, a volte i luoghi già sono presagio) snella nera dal volto triste a mezza via tra il volpino e furetto, occhi neri e piccoli, come due pallottole. Sparita dai radar cittadini di questa contrada chissà dove è andata a morire, in quale città. E se ha avuto modo, poi, di “rifarsi” una vita:

“Eppure quelle persone c’erano, erano persone vere, erano operai. Di noi si dice che eravamo pochissimi, è giusto: eravamo molti di meno, però ci sono stati anche dai 20 mila ai 40 mila inquisiti, in quegli anni, per attività sovversive”

Faranda racconta il rapimento di Aldo Moro: “Gli agenti uccisi, la prigionia e la lotta. Fu tutto terrificante”


Man


Ps. Come nella canzone del Signor G alias Giorgio Gaber a volte l’anticristo, pare rifare il verso del Nome della Rosa, nasce dal troppo ammore per…

Routine



Photo © Michele Annunziata


Abstract
living in a city or small town concern only squared numbers of surface. Daily coaction “lifestyle” for all inhabitant for usual brainwash from brodcast television, mobile or screen computer, that dictates human behavior. Coded habits. Routine.
Like when a bus, and you're also there, the driver not paying attention, change as a robot the usual journey. Except for the fact the driver, go back. as nothing had happened


Muoversi in una città, che sia grande o piccola non ha differenza se non nella modalità del tempo, con mezzi pubblici è l’incontro quotidiano con varia umanità, e ben diversa dallo streaming inscatolato la tivù domestica, più ancora su monitor mobile o stanziale.
Abitudine e forma mentis, indotta da comportamenti studiati a tavolino nottetempo, da menti raffinatissime direbbe ancora Falcone&Borsellino.Innesco oltre la catena esistenziale, fordista d’un tempo. Coazione, ripetizione, a scala urbana diversificata per numeri. Null’altro.
Ecco, numeri. Vite sovranumerararie c’è chi dice, malthusianamente, come quando l’autobus quotidiano, cui pure fate parte per scelta lasciata com’è per sempre macchina e patente con altri numeri, compie un giro diverso dal solito tragitto: il coro da tragedia, certo non greca, d’operai-impiegati-studenti richiama al “solito” tragitto il distratto insonnolito e assente, che pare ossimoro, autista, il quale come niente al primo cantone svolta e ritorna sui propri passi: perduti.


Man

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