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Fiat lux



Photo © Michele Annunziata

Scrivere con la luce sembra una banalità al tempo di smartphone et simila. Eppure è proprio così: scrivere la propria visione su l’attuale silicio o per nostalgici l’argenteo film che sarebbe la stessa cosa ma facciamo finta di sì.
Luce quale materia da “plasmare” se si è all’interno di uno studio o equivalente. Viceversa da “interpretare” in daylight o pesta luce, ché al tutto pensa il Direttore della Fotografia, celeste e un po’ gelosetto dei suoi sortilegi solari.
Sia come sia la conoscenza del mezzo (luce) è molto più importante di qualsiasi trappola per topi: silicio o meno

Segni di luce

Man

Ma va?



Epson 850Z point&shoot come tante, anche se le caratteristiche paiono d’una Olympus ritargata. E sensore da due milioni di pixel, giusti e molto taglienti. Iso quattrocento il massimo per una digitale che si affaccia agli anni Duemila.
Notte in campo sportivo per session sonora con luce che spara in macchina. Tempo di otturazione manuale e diaframma f 2.0 alla focale equivalente il classico trentacinque millimetri a passo Leica. Siché le regole canoniche sconsiglierebbe qualsiasi cosa: già dalla macchinetta dilettante della domenica. E invece l’immagine è parte di un intero reportage dell’evento pubblicato a colori, piena pagina, su News cittadino e finanche su la rivista Epson Mondo (cui pure pubblicammo dell’evento annuale cittadino sempre in notturna, mentre per una rivista di imaging dello still life in luce ambiente domestica a pagina intera formato A4)

Regole e per farne cosa poi non è dato. Sì, certo quando si è all’inizio, oh gente qui si parla di linguaggio fotografico e graziadio di fotografia “digitale”. Poi ognuno si sceglie il pacchetto di regole da (non) mettere in pratica meccanicamente. E del unico "pensiero di regole": stesso saerch on Google stesso hamburg etc etc etc. Vabbene lo scriviamo tante di quelle volte. E non a caso e poi, via come manto stradale, appunto, non ci si lamenti degli zombi, esseri ibridi metà smartphone e per l'altra biologici, cosiddetti viventi e pure senzienti(quel tanto che non crei problemi alla giostra degli acquisti) pascolanti le cosiddette metropoli. Tombola!.
Regole e sia e però basta non farsi intruppare, come anzi detto, nelle maglie, calzamaglie molto ma molto avvenenti…da imprigionare più del corpo l’anima, ché questo vuole manu militari il Satanas mercato!

Photography rules are made to be broken (sometimes)

Man


Ps. I Navajo nella tessitura dei loro tappeti non chiudevano mai l’ultimo punto, per non intrappolare l’anima: sarà vero?

Fotografi



Photo © Steve McCurry

Abstract
the Italian Broadcast Television (Rai) in documentary of Steve McCurry speak, and shows his magnificent photos, a great photographer of XX Century

la fotografia è non certo da oggi “bene di consumo” che si può declinare in ogni modo ognuno voglia e con tanto di distinguo. E qui la benemerita Rai, finalmente, ha dato alle onde hertziane, un che di buono e da vedere assolutamente: intanto perché il McCurry del filmato è quello famoso, e non solo, del volto magnetico della ragazza afgana, e se ne parla nel video, ma per il fatto che ci si trova difronte a fotografie di certo “grazia”, e di questi tempi poi...

Rai McCury

Man



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