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Sì, viaggiare



Viaggi che una volta potevano essere “allucinogeni”. Oggi che il politically (in)correct imperversa devesi dire Immagine: se non è zuppa pan bagnato è.
E chi meglio della fottografia (refuso non è, anzi) inventata apposta quale sviamento di massa ma pur sempre “oggettività ottica” certificata (da chi please?) sostituisce a gratis l’allucinogeno, generatore di caleidoscopiche visioni indotte dalla mente (sempre dal verbo mentire) del Nuovo (dis)Ordine Mondiale, il buon Satanass di sempre e che c…arboni ardenti pensate, via. Appunto.
Siché parafrasando ma non troppo Lavoisere…tutto si re-inventa, meglio piegando le leggi ottiche e chimiche (una volta) oggi su strato di Silicio, nell’invenzione satura di zolfo della cosiddetta “realtà” fottografica (oggidì in streaming). E che un giorno o l’altro qualche mente raffinatissima vorrà darne prova inconfutabile ed intangibile: campa cavallo…

Man

Viaggio nella storia della fotografia



Ps. Una volta c’era il Viaggio avventuroso (!?) della Fotografia di Wladimiro Settimimelli per i tipi di Cesco Ciapanna Editore, eclettico soggettone che dalle pagine di Fotografare (rivista che all’epoca costava 350 lire) e precisamente le ultime pagine, con sciarade anagrammi salti da cavallo e pony, tuttavia mostrava al popolo fotografico e non come dietro “segni&simboli” si nasconda il cosiddetto “mondo” cane. E che oggi giorno va sotto l’etichetta (!?) di complottisti, vale a dire coloro i quali non raccontano le puttanate a man salva di Stampa&Regime alla Corrierone dei piccini in Via Solferino milanese, la Stampa sionista di Torino, la Repubblica de noantri…dell’incartapecorito Sua Santità Eugenio Scalfari I° che dialogo con El Papa a giorni alterni. E la Sette(te) cucù della Bildeberg Lillina Gruber siliconata all’impossibile, l’immarcescibile Bottero da Neve Iorche per Rainews24, a salve. Non Meno di Sky24, dove lo studio delle “notizie” ha telecamere in controllo remoto, mentre conduttore in carene ed ossa (!?) non meno che comandato da “regia” pure in remoto…

Cesco Ciapanna

E non si dica manchiamo rispetto per i “debuger” prezzolati by Cia-Pentagono-Mossad

Dark room




E dire che pur senza Web si era informati su l’alchemica pellicola e connesso. Intanto circolavano negli studi Foto- Notiziario (ancora in cartaceo e ogni tanto, bontà loro, ne spediscono senza chiederne, e pagina web odierna che non è la stessa cosa ma facciamo finta di sì) dove articoli di camera oscura, tra una réclame e l’altra, pur si parlava. Uno e poi le riviste di fotografia e tra tutte: Fotografare di Cesco Ciapanna, arruffatto mensile di “controinformazione” e si era nel Sessantotto.
Certo a frequentare lo store di Foto Bucci (pure laboratorio colore una sciccheria anni Sessanta di provincia) o chiederne allo zio, ragazzo di bottega con famiglia, sebbene altri operavano nei “sotterranei” come tanti troll elvetici (ne parleremo un'altra volta) qualche libretto in sorta di breviario capitava sottomano, sfogliato con impazienza di una qualche “dritta”.
Rimettevo a posto uno scaffale di libri riviste e affini, nel “bunker” studio cui si è già detto in precedenza in sorta di Extrema Thule, quando due mini libri in sorta di compendio…un nodo alla gola ché avevo all’epoca sette anni. Il risguardo a leggerne nella quarta di copertina (camera oscura a “luci rosse” sebbene in realtà si operava con illuminazione giallo-verde, ma l’immaginario di certi idioti scrittori a tutt’oggi vuole così!) è di Pratelli, sì, senz’altro lui il Presidente Onorario dell’Afip passato a Gennaio di quest’anno

Man


Ps. Tutte le case di emulsioni sensibili, come pure prodotti chimici della Ornano in Milano, stampavano veri e propri “trattatelli” utilissimi per indomiti neofiti, che chiedere ai grandi, già ti guardavano male per l’impertinenza, pura perdita di tempo: non ne sapevano di più di quanto a loro volta… E quella volta che andammo in compagnai di altri “intrepidi” a Milano, allora il Salone dedicato alla fotografia tout court si chiamava Sicof, ne ritornammo con un borsone (valigia?) pieno di ogni ben di Iddio che ancora conserviamo buona parte in soffitta

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